07 aprile 2021

Santobono Napoli, aggressione choc in corsia: urla, minacce e gesti intimidatori verso le infermiere

Ancora una aggressione in pronto soccorso. Questa volta la denuncia arriva dall’ospedale pediatrico Santobono di Napoli, a raccontare la vicenda è la pagina Nessuno Tocchi Ippocrate. Secondo quanto si apprende, i familiari di una bambina con febbre alta hanno ferocemente inveito contro il personale medico. “Alle ore 17.42 giungeva in PS la paziente di 15mesi, per febbre: presa in carico alle ore 18:03 la piccola viene visitata nell'area dedicata del percorso COVID . La madre riferiva febbricola dal giorno precedente con assunzione di Bentelan su consiglio di pediatra privato alle ore 14.30. Al momento della visita, TC 38.5°C, E.O. negativo per cui si somministrava tachipirina e si praticava stick urine risultato negativo. Dato il quadro clinico-anamnestico si procedeva dunque alla dimissione con indicazioni sulla gestione a domicilio” racconta Nessuno Tocchi Ippocrate.

"A questo punto la situazione è rapidamente degenerata: La madre, la nonna ed altra parente presenti nella sala d'attesa del percorso COVID e più volte invitate ad allontanarsi, insistevano invece sulla necessità di praticare esami ematochimici (emocromo) su indicazione di un pediatra che la famiglia avrebbe consultato. A quel punto la madre, la nonna e l'altra accompagnatrice assumevano un tono aggressivo passando ad ingiurie e gesti minacciosi: la signora qualificatasi come “la nonna” batteva più volte la mano sulla scrivania e si avvicinava “vis à vis” nonostante l’invito a calmarsi ed i ripetuti tentativi di tornare ad un confronto civile. Giungevano quindi nel box, attirate delle urla, altri colleghi, accompagnate dalle guardie giurate. Dopo pochi minuti giungevano gli agenti della Polizia di Stato, allertati attraverso il numero diretto antiaggressioni, che procedevano alla identificazione dei presenti e raccoglievano le relative deposizioni”. La madre del paziente, alla presenza degli agenti, decideva di rifiutare il ricovero".

E’ vergognoso che insieme alla ripresa degli accessi in PS siano riprese le aggressioni nonostante il massimo impegno e l’altissima qualità delle cure che stiamo fornendo in questo periodo di grande carico di lavoro – dice Vincenzo Tipo, Direttore del Pronto Soccorso dell’Ospedale Santobono – ma è ancora più grave che un collega, o sedicente tale, abbia istigato i familiari all’aggressione. Ho avuto assicurazioni dai vertici aziendali che verranno messe in atto tutte le misure di tutela del collega aggredito e si valuteranno le azioni legali eventuali verso gli aggressori. Così come si segnalerà all’ Ordine del Medici, il medico che ha indotto i familiari ad un tale deplorevole atteggiamento".

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