24 marzo 2021

Beirut, l'esplosione che ha cambiato il clima: gli effetti collaterali della tragedia

La deflagrazione dell’area del porto di Beirut avvenuta il 4 agosto 2020 ha scosso gli strati in altitudine dell'atmosfera, con una violenza paragonabile a quelle delle eruzioni vulcaniche. Lo dimostrano i dati rilevati nella ionosfera dal National Institute of Technology in India in collaborazione con l'Università di Hokkaido. I risultati dello studio sono pubblicati dalla rivista Scientific reports ed evidenziano una quantità di nitrato di ammonio di oltre 2.700 tonnellate, l'esplosione di Beirut aveva fatto tremare la terra con scosse fino a 500 chilometri. Nessuno fino adesso aveva valutato l'impatto sull'atmosfera e sulla ionosfera. Lo strato compreso tra 50 e 1000 chilometri di altitudine,                

caratterizzato dalla presenza di elettroni che i raggi solari strappano in continuazione ai gas atmosferici. Partendo dalle anomalie che il 4 agosto si sono verificate nella trasmissione delle microonde inviate dal sistema di navigazione satellitare globale GNSS, i ricercatori hanno calcolato come è cambiata la distribuzione degli elettroni nella ionosfera per effetto delle onde acustiche generate dall'esplosione. Secondo i ricercatori, simili dati sulle impronte acustiche generate da segnali nella ionosfera potrebbero essere riuniti in un unico archivio digitale, utile non solo a monitorare varie dinamiche geologiche del pianeta (eruzioni vulcaniche), ma anche possibili esperimenti segreti con armi nucleari.

(Pietro Nicosia - Rcs Salute)

Condividi su:



Articoli Correlati