23 febbraio 2021

Infermieri No-Vax, l’Inail potrebbe valutare l’ipotesi di non riconoscere l’indennizzo

Il contagio da covid-19 di origine professionale se si è verificato in occasione di lavoro, l’Inail riconosce al dipendente interessato il diritto alla copertura infortunistica. Una prassi che l’Istituto, ora come ora, non può che seguire anche nel caso in cui i lavoratori contagiati abbiano in precedenza rifiutato la somministrazione del vaccino: a renderlo noto è l’Inail. Infatti, con queste indicazioni fornite alle proprie sedi con una nota l’Inail ha voluto soffocare le polemiche seguite all’apertura di un’istruttoria aperta nei confronti di una quindicina di infermieri “no vax” colpiti da coronavirus del San Martino di Genova, conseguenti a una segnalazione arrivata dal direttore generale della struttura ospedaliera con la richiesta di chiarire se costoro dovessero essere considerati vittime di infortunio o spettasse loro la semplice copertura Inps per la malattia. Insomma, sostanzialmente chi rifiuta volontariamente il vaccino corre il serio rischio di non essere considerato infortunato sul lavoro.

Il nodo della non obbligatorietà

La questione affrontata dell'Istituto – che ha fatto sapere informalmente di non avere mai dichiarato di essere propenso a non riconoscere l'infortunio per il rifiuto del vaccino – si presenta complessa perché la vaccinazione contro il coronovirus non è obbligatoria: un elemento, quest'ultimo, che si intreccia strettamente anche con il tema della tutela della privacy, come ha ricordato nei giorni scorsi il Garante sottolineando in alcune faq che i dati sanitari non possono essere trattati dal datore di lavoro ma solo dal medico aziendale competente. Adesso il prossimo passo che si dovrà affrontare è infatti proprio quello relativo all’obbligatorietà del vaccino in alcuni ambiti lavorativi e ovviamente in quello legato agli ospedali.

Si ricorda che sul fronte dei vaccini sono 146mila i casi di contagio segnalati all'istituto assicurativo per l'ottenimento della copertura infortunistica e 461 le morti denunciate: numeri rispetto ai quali è stata forte l'incidenza degli operatori del settore sanitario, a partire da quello infermieristico con quasi il 40% delle denunce. Un fattore di rischio contagio così alto, quello rilevato per queste categorie, da indurre il Governo a prevedere per esse una corsia prioritaria per l'accesso ai vaccini e l'Inail a stabilire fin da subito con una circolare una presunzione semplice di infortunio sul lavoro.

Fonte: Sole24Ore 

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