22 febbraio 2021

Terremoto all’Asl di Caserta, 18 arresti nella notte: truffa e corruzione

Il blitiz è scattato nella notte, l’indagine è per associazione a delinquere, falso, ricettazione, truffa e corruzione, turbata libertà degli incanti, traffico illecito d’influenze: con queste accuse, 48 dipendenti dell’Asl di Caserta sono indagati e per 12 loro questa mattina è scattata la misura degli arresti domiciliari. L’operazione è stata condotta dei Nas e coordinata dalla Procura di Napoli Nord, un lavoro che ha portato allo scoperto una serie di illeciti nell’affidamento di appalti per la gestione di pazienti psichiatrici e il sistematico ricorso ad una stessa associazione del 118 a scapito di altri concorrenti. È quanto ricostruito dalla procura diretta da Francesco Greco nell’indagine delegata dai carabinieri del nucleo antisofisticazione di Napoli guidati dal tenente colonnello Vincenzo Maresca.

Ad aprire il “vaso di Pandora” sono state le intercettazioni telefoniche che già a novembre portarono al licenziamento di 22 persone per la truffa del cartellino; nell’ambito degli stessi accertamenti è venuto fuori l’affidamento a poche ditte compiacenti, di lavori di adeguamento e ristrutturazione di locali aziendali gestiti direttamente dal Dipartimento di salute mentale in cambio di somme di danaro e regalie varie. Tra le imputazioni anche una serie di falsi ed abusi, in ordine alla gestione di pazienti con patologie psichiatriche che venivano affidati a strutture esterne convenzionate (cogestori) senza alcuna valutazione del piano terapeutico riabilitativo da parte del competente organo specialistico, assoggettando l’onere di degenza, dalla somma di diverse migliaia di euro per ciascun paziente, a carico dell’Asl di Caserta. 

Tra gli altri capi dell’inchiesta, è emerso Illecito anche l’affidamento dei servizi di trasporto in emergenza (118) a un’associazione di volontariato i cui vertici, in cambio, fornivano regali ai dipendenti Asl. Rispondono di corruzione, poi, i gestori delle strutture di riabilitazione convenzionate che, in cambio dell’affidamento diretto dei pazienti e dell’omessa attività di controllo sui piani riabilitativi, corrispondevano periodicamente somme di danaro ed altre regalie ai funzionari pubblici che erano preposti alla tutela e corretta attività di recupero dei pazienti psichiatrici.

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