17 febbraio 2021

Torino. Intervento unico nel suo genere, asportato tumore al rene con robot su paziente sveglia

Un robot chirurgico ha asportato un tumore maligno al rene su una paziente sveglia, che non poteva essere addormentata. E’ la prima volta nel mondo che il robot chirurgico Da Vinci viene usato su una persona sveglia e il primato è della Città della Salute di Torino, per la precisione della Clinica urologica delle Molinette. La paziente ha 62 anni e arriva da Roma, colpita da un tumore maligno al rene che nessuno si sentiva di operare. La donna aveva un solo polmone per un intervento di anni prima e non poteva essere addormentata: secondo gli specialisti il rischio di morte era stato valutato all’80 per cento, le probabilità che potesse non svegliarsi più dopo l’intervento erano altissime.

Così, grazie alla combinazione della tecnica robotica assistita con il sistema Da Vinci e di tecnologie innovative di ricostruzioni tridimensionali delle immagini che hanno guidato l'intervento, il tumore maligno è stato asportato completamente salvando il rene Il direttore dell’Urologia universitaria Paolo Gontero non nasconde alla Repubblica di aver avuto paura durante l’intervento: “Ma non c’erano alternative, se il robot non avesse funzionato: una operazione in laparoscopia sarebbe stata molto rischiosa perché il tumore era cistico, una massa di contenuto liquido, e se fosse esploso sarebbe stato un disastro. L’anestesista Fabio Gobbi è stato bravissimo ed è intervenuto con una anestesia periferica toracica alta, una tecnica innovativa. La signora si è mossa un po’ ma ce l’abbiamo fatta”.

Quando ho esaminato la documentazione - prosegue - ho subito detto alla paziente che il caso era molto complesso poiché la chirurgia robotica, l’unica tecnologia che ci avrebbe permesso di asportare un tumore del genere grazie al robot Da Vinci, non era mai stata utilizzata su un paziente sveglio”. L’intervento è stato pianificato grazie all’attività di coordinamento effettuata da Roberto Balagna, direttore dell’Anestesia Rianimazione ospedaliera dell'ospedale Molinette e da Luca Brazzi, che guida l’Anestesia Rianimazione universitaria Molinette. Il problema cruciale dell’intervento era riuscire ad ottenere un livello di anestesia periferica ottimale in modo che il paziente non solo non avvertisse dolore ma restasse sveglio e immobile durante tutto l’intervento. Qualcosa dunque di straordinariamente complesso, ma che fortunatamente è andata a buon fine.

Fonte: Repubblica

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