14 febbraio 2021

Estinzioni di massa, ecco dieci specie che si sono estinte negli ultimi dieci anni

La scorsa settimana abbiamo analizzato le grandi estinzioni avvenute sul nostro pianeta e di come parimenti ad eventi catastrofici, l’essere umano sia riuscito ad arrecare danni di intensità tale. Unicamente negli ultimi anni, quindi con la tecnologia e la consapevolezza dataci dall’informazione e dalla cultura del nuovo millennio, abbiamo condannato numerose specie all’estinzione. Nonostante notizie di ritrovamenti di alcuni esemplari dal corredo genetico similare, in particolare una di sesso femminile, l’estinzione della tartaruga gigante delle Galapagos è stata dichiarata nel 2012 con la morte di “Lonesome George” un esemplare centenario che è stato adottato a simbolo per diverse campagne animaliste. La particolarità di questa specie era nel lungo collo che le permetteva di cibarsi di foglie, particolarità che non è sfuggita ai bracconieri che nello scorso secolo hanno cacciato senza scrupoli.

Molto particolare è invece quanto accaduto al Melomys curricula, sebbene si trattasse di un piccolo roditore vivente unicamente su una sperduta isoletta australiana, detiene il pocco invidiabile record di prima specie estintasi a causa del cambiamento climatico, poiché a causa dell’innalzamento del livello del mare e dell’aumento delle tempeste, il proprio habitat è stato distrutto dai costanti allagamenti. Opposto nelle dimensioni è invece il Pesce Spatola Cinese, gigante d’acqua dolce le cui dimensioni potevano raggiungere anche i sette metri, il suo habitat naturale era il fiume Yangtze e la costruzione di una diga sullo stesso, divise la specie in due gruppi separati. Nonostante la formale protezione da parte del governo, l’azione dei cacciatori di frodo ha portato alla definitiva sparizione di questa particolarissima specie.

Diversa è la storia del Puma orientale, sebbene dichiarato formalmente estinto nel 2018, gli studiosi dopo approfondite indagini genetiche hanno ridotto le precedenti classificazioni delle sottospecie ad unicamente due categorie, la sopravvienza di questo animale un tempo dominatore del continente americano è stata a lungo in periodo in quanto sia per la difesa del bestiame, sia per semplice diletto dei cacciatori, l’uomo ha messo notevolmente in pericolo la sua sopravvivenza, ultimamente però grazie alle politiche di potezione sta nuovamente reimpossessandosi dei suoi spazi, anche grazie alla scomparsa di alcune specie rivali. Estinzione, al momento, unicamente locale è quella del Rinoceronte di Sumatra, la più piccola delle cinque specie di rinoceronte, un tempo ampiamente diffuso, nel 2019 con la morte dell’ultimo maschio e dell’ultima femmina è del tutto scomparso in Malesia, la distruzione del suo habitat per la deforestazione e la caccia costante per il valore del suo corno, hanno portato ad una costante strage, al giorno d’oggi sopravvivono poche decine d’esemplari tutti in Indonesia ma con una costante difficoltà a riprodursi.

La continua vendita come animali da terrari e la presenza di una mortale malattia fungina ha determinato la scomparsa della rana velenosa e di altre due specie di rane latinoamericane, le rane in genere sono tutte a rischio e  il continuo strapparli al proprio habitat naturale non contribuisce in alcun modo a preservarla. Numerosi pesci d’acqua dolce si sono estinti per l’inquinamento fluviale e per la pesca, oltre a molti insetti, invertebrati e roditori, sia per la distruzione dei propri habitat, sia per l’arrivo di specie aliene nei propri territori. Secondo uno studio recente, negli ultimi cento anni si sono estinte oltre ventimila specie animali, al contrario nello stesso periodo la razza umana ha raddoppiato il suo numero.

(Giuseppe Giuliano - Rcs Salute)

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