05 febbraio 2021

Carnevale, in Campania una tradizione antichissima: ecco i comuni più famosi

L’invertire l’ordine delle cose e riportare tutto al caos primario è una tradizione molto antica, i romani, i greci e persino i popoli mesopotamici festeggiavano una volta l’anno un periodo di caos gioioso dove addirittura accadeva anche che i padroni servissero gli schiavi. Queste feste erano propiziatorie per la salute e il benessere e successivamente con la diffusione del cristianesimo questi riti andarono a sovrapporsi con il periodo antecedente la quaresima, ovvero quello che per i cristiani era il periodo in cui non si cibavano di carne ( carnevale = carnem levare, che in latino vuol dire eliminare la carne). Nei secoli la festa ha avuto successo in ogni dove e in tutte le latitudini con esempi incredibili come quello di Rio de Janeiro o di Venezia per restare in Italia. Nel territorio campano la festività è riconosciuta con sommo entusiasmo in particolari zone e malgrado quest’anno a causa della pandemia le feste vengano annullate cerchiamo di ricordarle in quest’anno di stop forzato.

Famoso in tutta Italia è il carnevale di Saviano, Comune che si trova tra il Vesuvio e Nola, organizzato in città dal 1979 vede la sfilata di tredici carri, ognuno rappresentativo di uno dei rioni. Il primo anno di festeggiamenti era presente un singolo carro,  con le contrade aumentate a mano a mano nel corso degli anni fino ad arrivare al numero attuale. Nella città si è sviluppato anche un forte artigianato locale per la costruzione di carri, opere che tra ferro, legno e carta pesta raggiungono di anno in anno livelli sempre più elevati. La cittadinanza partecipa in maniera attivissima alla festa e tra serate gastronomiche, sfilate tra i rioni e spettacoli in piazza, riesce a coinvolgere tutti in una manifestazione che si appresta a superare i confini regionali.

A pochi chilometri da Saviano sorge Palma Campania, comune dove fin dal 1800 è radicata l’usanza del Carnevale. Qui, ripescando l’antica usanza della Quadriglia, in voga nella Napoli sotto il vicereame spagnolo ove nella domenica del carnevale venivano fatti sfilare quattro carri pieni di cibo che erano assaltati dal popolo, la festa ha assunto dei connotati tutti suoi. Le quadriglie si sono trasformate in gruppi molto numerosi che in abiti tradizionali si sfidano a colpi di musica con gli strumenti classici. L’importanza degli strumenti nella festa, richiama ogni anno musicisti da tutta italia che vengono ad esibirsi.

Nel piccolo borgo di Montemarano, nell’Avellinese, si festeggia un carnevale molto particolare, qui assieme alle sfilate di carri e maschere si celebre nella domenica successiva al Martedi Grasso, il “funerale di Carnevale”, ovvero una processione a morto del re della festa che dopo aver fatto baldoria è morto profondamente indebitato,  con la lettura  tragicomica del suo testamento, con il quale chiede ai presenti di continuare a festeggiare in suo nome, anche in piena quaresima ci si regala una giornata di pura festa.  Rifacendosi ai riti paleocristiani, ove il ballo e la libertà ricongiungevano l’uomo e la sua purificazione, con la caratteristica “Tarntella Montemaranese” dove assieme all’esibizione di tantissimi musicisti la popolazione si lascia andare a balli sfrenati.

(Giuseppe Giuliano - Rcs Salute)

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