22 gennaio 2021

Joe Biden Vs Donald Trump, ecco come cambiano negli Usa le politiche ambientali

In questi giorni, dopo un lungo travaglio che è sfociato in nella violenza dei fatti di Washington, si è concluso definitivamente il passaggio di consegne tra Donald Trump e Joe Biden. E’ innegabile che l’importanza di quanto avviene negli USA si ripercuota su tutto il mondo per l’importanza del paese leader e per la trasparenza delle sue informazioni che al contrario di quanto avviene in colossi come Cina e Russia, ci mette al corrente di quanto sta accadendo. Saltando a piè pari i giudizi e le simpatie verso questo o quel candidato, non essendo di nostra competenza l’analisi politica, è opportuno concentrarci sul rapporto ambientale di entrambi. Trump si è insediato nel 2016, a distanza di mesi da quanto ratificato negli accordi di Parigi e da subito il filo conduttore della sua politica è stato il favorire il benessere economico e produttivo del paese a discapito dalle politiche di tutela ambientali.

I fattori esterni che hanno condizionato il mandato Repubblicano ( Pandemia e movimenti Black Lives Matter su tutti), hanno messo in secondo piano il continuo attentato alla madre terra di un’ amministrazione spietata verso queste tematiche, basi considerare che l’EPA, l’ente che a Washington corrisponde al nostro ministero degli interni ha ricevuto il budget più basso di sempre, con solo lo 0,2% dei fondi federali. L’aggressività Trumpiana si è riversata in quella che per la stampa d’oltreoceano è considerata come l’attacco alle 100 norme, ovvero un abrogare/revisionare/rinegoziare le leggi ambientali. L’abrogazione del Clean Powe Plan ( il piano creato dall’amministrazione Obama per la salvaguardia del pianeta) e l’uscita ( temporanea) dal Trattato di Parigi sono i due punti clou delle azioni Trumpiane, da qui il governo si è reso colpevole (come analizzato dal New York Times e dalla rivista Nature) di: aumento delle emissioni nocive, aumento delle estrazioni di combustibili fossili, aumento dell’inquinamento di aria e acqua, politiche di deforestazione con l’abrogazione di vincoli sulle aree protette e abolizione di norme per la tutela di alcune specie potette e/o in via d’estinzione.

Andando sui singoli dati, possiamo evidenziare l’annullamento dell’obbligo per le compagnie di estrazione di dichiarare le proprie emissioni di metano ( gas che ricordiamo alla lunga risulta più dannoso dell’anidride carbonica), l’annullamento per le centrali nucleari dei limiti di emissione di mercurio, indebolimento delle politiche restrittive verso le emissioni di gas e consumo di petrolio dei trasporti, allentamento di una norma per i limiti degli scarichi industriali, indebolimento delle norme di tutela dei parchi nazionali, abrogazione per le autorità statali e regionali per il monitoro delle emissioni, riduzione delle norme di salvaguardia delle aree protette indiane e del territorio artico, diminuzione delle aree di estensione di aree protette per i parchi nazionali, costruzione di gasdotti ed oleodotti, utilizzo di “pistole sismiche” per la ricerca di giacimento sottomarini nonostante la possibilità di uccidere la vita sottomarina, diminuzione delle pene per reati ambientali, approvazione dei piani di deforestazione, abrogazione di norme restrittiva verso la caccia, la pesca e l’allevamento….

I “danni” sono ulteriori ma abbiamo evidenziato soltanto i più significativi, già in campagna elettorale Biden si è speso molto in promesse sulle politiche ambientali, nella sua “Marcia su Washington” ha promesso un piano green da duemila miliardi di dollari in quattro anni per la riduzione delle emissioni, il rientro nell’accordo di Parigi e un prossimo vertice mondiale ospitato negli USA e la revoca di buona parte dei provvedimenti della precedente amministrazione con particolare attenzione alla lotta all’utilizzo dei combustibili fossili, al ripristino delle aree ambientali e alla salvaguardia di Flora e Fauna. Il piano è ambizioso, noi non possiamo far altro che sperare in un ruolo di leadership a stelle e strisce per la salvaguardia del pianeta.

(Giuseppe Giuliano - Rcs Salute)

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