23 novembre 2020

Viaggio nella buona sanità, in piena emergenza al Cardarelli 26 trapianti, al Monaldi 550 interventi su pazienti oncologici

Il lavoro dei medici, i cosiddetti angeli in camice bianco, spesso viene oscurato in questo periodo di emergenza sanitaria. Viene oscurato perché non ci sono solo i reparti Covid per i quali i medici e gli infermieri fanno turni massacranti nel tentativo di salvare l’ennesima, ma ci sono anche le altre realtà con cui fare i conti quotidianamente: si tratta di trapianti, interventi salvavita, rimozione di tumori maligni. La medicina territoriale sembra quasi limitata a una triage pre-Covid, ma non è così e basta controllare i dati.

Questi dati sono forniti dalla Regione Campania e noi li abbiamo esaminati. Studiando questi numeri si scorge una grande realtà che va ben oltre, ad esempio, al video del paziente deceduto nei bagni del Cardarelli - una tragedia che ha fatto il giro d'Europa - perché guardando più affondo emerge come il sistema sanitario regionale, nonostante il grande impegno nell’affrontare l’emergenza COVID-19, continui ad effettuare prestazioni ed interventi di grande complessità in tutti i settori dell’assistenza. Il Cardarelli ha effettuato 26 trapianti di fegato e ha fronteggiato le richieste assistenziali dell'area medica e chirurgica relative all’oncologia. L'ospedale Monaldi, da gennaio ad oggi, ha eseguito 550 interventi di all’ematologia chirurgia toracica, il 95% dei quali su pazienti oncologici con tumori riesco-polmonari. Di questi interventi oncologici, 230 sono lobectomie polmonari effettuate con chirurgia mininvasiva. Insomma, basta leggere anche rapidamente questi numeri per capire che il sistema sanitario regionale è una eccellenza sotto numerosi punti di vista. Che dietro quelle visiere e quei camici bianchi ci sono professionisti che salvano vite: che mettono in campo competenza e passione per affrontare l'ennesimo caso grave che arriva in ospedale.

E non ci sono solo il Cardarelli e il Monaldi in Campania, ma tante altre eccellenze degne di nota. È il caso del Loreto Mare, dove a ricordare l'efficienza del reparto Covid è una paziente. Antonella C., che ha voluto ringraziare i medici e gli infermieri per quanto hanno fatto per lei: “I pazienti, di cui anche io faccio parte, sono curati, aiutati e supportati da tutti i medici, gli infermieri e gli Oss, che li accompagnano con estrema professionalità ed umanità durante questo difficile percorso. Ai pazienti, oltre a tutti gli scrupolosi controlli medici necessari, viene fornito tutto il necessario affinché le degenze, che talvolta superano il mese, possano ritrovare un pezzettino di casa e normalità anche qui. Tra gli esempi vi è anche un mobiletto all'interno del quale è possibile trovare bottiglie d’acqua, antipiretici, prodotti per l'igiene personale ed altro, tutto a completa disposizione di ciascun paziente. Parliamo di questa sanità, che in un momento tanto complesso, caratterizzato da guerre politiche, ha deciso di mettere al centro il paziente e la sua sofferenza, fornendogli il supporto specialistico e morale, di cui ha tanto bisogno, ma che spesso sembra venire dimenticato da tanti. Grazie al Loreto Mare a tutto lo staff e alla direzione, per essere stati al nostro fianco in modo ineccepibile”. Dunque, a volte basta poco per puntare il dito contro la Sanità, o ancora più semplice in un momento di emergenza sanitaria che riguarda il Covid-19 guardare un ospedale solo in questa ottica, ma la realtà è che ci sono emergenze quotidiane e interventi straordinari che poco hanno a che fare con il Covid, ma letteralmente servono per salvare vite umane.

salvatore patricelli

Condividi su:



SEGUICI SU:



ADS:




Articoli Correlati