29 ottobre 2020

L’Europa verso il lockdown: capofila Germania e Francia, Italia e Inghilterra valutano possibili scenari

L’Europa non regge al peso della seconda ondata covid. A dimostrarlo ci sono i numeri relativi ai nuovi contagi e decessi registrati dall’inizio della pandemia: finora hanno perso la vita 231.482 persone, oltre 1.000 solo tra ieri e oggi. I contagiati sono oltre 9 milioni di cittadini dell’Ue. Proprio sulla base di questi numeri e sull’andamento epidemiologico, i paesi si stanno dirigendo verso nuovi lockdown.

                                                                            GERMANIA

Al termine di un incontro con i Länder che si annunciava particolarmente burrascoso e in una Berlino dal traffico paralizzato per la protesta di migliaia di artisti e lavoratori delle categorie colpite (malgrado i ristori annunciati per 7-10 miliardi), la cancelliera Merkel ha comunicato dunque che dal 2 novembre, e per tutto il mese, saranno chiusi ristoranti, bar, locali e luoghi dedicati ad attività ricreative e d’intrattenimento, come cinema, teatri, sale da concerto. Stop anche agli sport di squadra, chiusi i centri di cosmetica e di massaggi. Stretta anche sul turismo in tutto il territorio, con il divieto di pernottamento negli alberghi. La Bundesliga e i tornei professionistici potranno tenersi di nuovo solo a porte chiuse. E rigido è il divieto di contatto negli spazi pubblici, dove non potranno incontrarsi più di due nuclei abitativi: riunirsi è possibile fino a un massimo di 10 persone. Scuole e asili restano invece aperti, la vera novità rispetto al lockdown della scorsa primavera.231.482+1.017 in 24h

 

                                                                            FRANCIA

Macron si è trovato oggi a prendere una decisione che – per primo – avrebbe voluto evitare. Ma una seconda ondata sicuramente “più dura e letale della prima” lo ha convinto a rompere gli indugi, mentre 3mila letti delle rianimazioni – più della metà di quelli a disposizione degli ospedali – sono occupati da malati Covid. “Se lasciamo circolare il virus, ci dobbiamo aspettare 400mila morti“, ha detto il presidente francese. Se la decisione di tornare al lockdown su tutto il territorio nazionale riporta alla primavera scorsa, molte sono le differenze con quella prima esperienza di confinamento: “Le scuole rimarranno aperte. Il lavoro potrà continuare. Le case di riposo e gli ospizi potranno essere visitati”. Le università invece chiuderanno, dal momento che proprio negli atenei si è appurata una circolazione del virus particolarmente intensa. Altra differenza, si potrà “uscire per andare al lavoro”, anche se le imprese dovranno tutte varare norme di telelavoro: non sarà più una raccomandazione, come prima, ora una quota di lavoro a distanza sarà una regola imposta. “Le fabbriche, le aziende agricole, le istituzioni e gli uffici pubblici continueranno a funzionare”, ha spiegato Macron

 

                                                                        GRAN BRETAGNA

Dati preoccupanti anche in Gran Bretagna che ha visto un balzo di morti, saliti mercoledì a 367. Per ora Boris Johnson prosegue con la strategia annunciata due settimane fa: non un lockdown generale, ma chiusure con “tre livelli” di gravità delle restrizioni a seconda delle zone del Regno. Nelle aree con i contagi più alti si tratta di fatto di una serrata generale: vietati gli incontri nelle case e tutti i pub e i bar chiusi. Così come le palestre, i centri ricreativi, i negozi di scommesse e i casinò. 

 

                                                                                ITALIA

Il primo ministro Giuseppe Conte per ora continua a escludere un nuovo giro di vite, nonostante i numeri di contagi e morti a causa del Covid-19 siano in una preoccupante crescita costante. Il premier ha spiegato alla Camera che valuterà eventualmente altri provvedimenti dopo aver osservato "nell'arco di almeno due settimane" gli effetti delle restrizioni imposte dall'ultimo Dpcm. Di una potenziale stretta ulteriore se ne riparlerà quindi al massimo da lunedì 9 novembre, con durata fino a metà dicembre, con l'obiettivo di salvare le festività natalizie.

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