27 ottobre 2020

“No Covid”, l’ultima follia dei negazionisti: distrutte settanta auto di medici e infermieri

Una vera e propria spedizione punitiva, un raid in perfetto stile gangster. Ma non si tratta di uomini della malavita ma di semplici cittadini che rifiutano il virus e che, si sono scagliati contro quelli che una volta chiamavano eroi. L’episodio di ingiustificata violenza si è verificato all’Asul di Rimini. Secondo le indagini, la “colpa” degli operatori sanitari, sarebbe stata quella di avere ripetuto troppe volte alla popolazione di porre attenzione al Coronavirus.

Gli eccessivi inviti a lavarsi le mani e ad indossare la mascherina hanno suscitato come risposta una strage di autovetture di dipendenti impegnati nel turno di notte. I sanitari dell’ospedale degli Infermi hanno scoperto la brutta sorpresa al termine di uno dei molti estenuanti turni. Dopo aver affrontato il Covid-19 in corsia, la carenza di personale, il demansionamento e la maleducazione dei pazienti hanno concluso la nottata in bellezza raccogliendo i frammenti dei loro parabrezza, degli specchietti o dei finestrini sfondati dalla sassaiola.

I tre parcheggi riservati ai dipendenti, situati in via Stampa e via Settembrini sono stati travolti dalla follia distruttiva del gruppo di criminali. Il bilancio definitivo è stato di 70 auto danneggiate, con un particolare occhio di riguardo per i modelli più nuovi e per i più costosi. Nonostante i finestrini rotti, all’interno delle auto, non è stato portato via nulla, nessun oggetto, nessun paio di occhiali o monetine. Non si è trattato pertanto dell’opera di qualche criminale comune o disperato, ma di un vero atto intimidatorio nei confronti di infermieri, medici e operatori sociosanitari.

Andrea Boccanera, responsabile della sicurezza dei lavoratori dell’Ausl, ha commentato quanto accaduto: “Non è certo il lavoro di un ubriaco o di qualche teppistello, quello di questa notte è un attacco mirato contro i sanitari. Accanto alle auto dei dipendenti dell’Ausl, a pochissimi metri, ce ne erano altre e non sono state toccate. Chi ha colpito, lo ha fatto scientificamente e mirava solo a danneggiare le vetture del personale sanitario”.

Boccanera poi è entrato nello specifico: “La gente è sempre più esasperata e nervosa, forse ai loro occhi, con i nostri appelli suoi social a rispettare le misure, i distanziamenti creiamo allarmismo, qualcuno lo potrebbe pensare. Non si vandalizzano settanta auto e tutte di personale che lavora nella sanità pubblica, in ospedale. E’ un attacco mirato a noi. Da anni chiediamo che vengano installate delle telecamere per garantire una maggiore sicurezza, speriamo che stavolta, dopo questo episodio, di venire ascoltati anche dalla nostra direzione sanitaria”.

Fonte: Rimini News 

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