05 ottobre 2020

Punta da un calabrone nero muore pochi minuti dopo, ecco i consigli degli esperti

Una tragedia che si è consumata ieri pomeriggio verso le 17 a Poggio Rattieri di Torricella, in provincia di Teramo. Maria Angela D’Ovidio è morta dopo essere stata punta da un calabrone nero. La donna, secondo agenzie, aveva 76 anni. I medici hanno fatto il possibile per salvarla, ma molto probabilmente ad ucciderla è stato uno shock anafilattico. Secondo la successiva ricostruzione dei fatti è emerso che, la donna, approfittando di una bella domenica soleggiata e della temperatura mite, era andata insieme al marito nel terreno vicino casa. Ad un certo punto il coniuge ha sentito gridare: era la moglie che, prima di perdere conoscenza e in difficoltà respiratoria, ha detto: “Mi ha punto un calabrone nero”.

L’uomo ha subito allertato i soccorsi. La sala operativa del 118, intuendo la gravità della situazione, ha inviato l’elisoccorso, ma quando il personale sanitario ha raggiunto il posto, il medico non ha potuto far altro che constatare il decesso della donna. A confermare i sintomi di uno shock anafilattico, provocato dalla violenta reazione allergica alla puntura, alcuni segni tipici. Il pm, dopo l’ispezione cadaverica, ha deciso di restituire immediatamente la salma alla famiglia per la sepoltura.

Lo shock anafilattico è causato da una particolare forma di ipersensibilità, comunemente detta "allergia", verso una sostanza antigenica (detta allergene). Le cause più comuni comprendono punture di insetti, alimenti e farmaci. In genere si presenta con una serie di manifestazioni cliniche tra cui prurito, angioedema (gonfiore) della faccia e della gola, rapido calo della pressione arteriosa sistemica.

La prevenzione si basa sull’evitare che si inneschi il meccanismo di anafilassi è la strategia di prevenzione maggiormente raccomandata. Nei casi in cui ciò non sia possibile, si può procedere con tecniche di desensibilizzazione. L'immunoterapia con veleni di imenotteri risulta efficace nella desensibilizzazione dell'80-90% degli adulti, arrivando al 98% nei bambini, contro le allergie alle punture di api, vespe, calabroni e formiche rosse. L'immunoterapia orale può essere efficace nella desensibilizzazione in alcuni soggetti e per alcuni tipi di alimenti (tra cui il latte, le uova, le noci e le arachidi), ma gli effetti collaterali di questo trattamento sono frequenti. La desensibilizzazione è possibile anche per molti farmaci, tuttavia è consigliabile per la maggioranza delle persone evitare semplicemente l'agente in questione.

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