10 settembre 2020

Campania. Fiume Sarno: raffica di controlli per fermare gli attentati ambientali. Brucia anche il campo rom di Napoli

A fare il punto della situazione questa volta è direttamente il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa. Più volte il ministro dell’esecutivo del premier Giuseppe Conte ha, personalmente, verificato le condizioni del fiume Sarno (uno dei più inquinati di Italia) e ha garantito bonifiche e controlli. Infatti, dal 4 maggio a oggi, sono centinaia le aziende controllate e decine le sanzioni notificate ai danni di chi continua a sversare illegalmente rifiuti e materiali tossici nel fiume che, durante il lockdown era apparso cristallino.

Gli inquinatori continuano a sfidare lo Stato e lo Stato risponde. Anche agosto è stato un mese di controlli serrati sul fiume Sarno. Pensate che tra le persone indagate ci sono anche tecnici di laboratorio che falsificavano le certificazioni sulla pericolosità dei rifiuti prodotti. Durante il mese i carabinieri del Noe e Forestali hanno controllato 27 aziende e denunciato 50 personeRicordate il fiume trasparente durante il lockdown? Ecco: dal 4 maggio a oggi sono state controllate oltre 190 attività produttive, denunciate quasi 120 persone, individuato 40 scarichi abusivi e sequestrate 6 aree di stoccaggio dei rifiuti – spiega il Ministro Sergio Costa -. Ringrazio come sempre i Carabinieri del Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari che ogni giorno lavorano e mi aggiornano su ogni azione di tutela del territorio. Il fiume Sarno ha il triste primato di essere uno dei più inquinati d’Europa. Centinaia di migliaia di cittadini chiedono di non vivere più in un territorio deturpato e violentato. Ce la stiamo mettendo tutta. Ieri ho incontrato il Prefetto di Salerno e mi ha assicurato che per Eboli e Battipaglia, per la questione rifiuti, e per il Sarno, interfacciandosi anche con il Prefetto di Avellino, ci sarà massima attenzione e massimo coordinamento operativo con gli enti locali”.

Insomma, è partita una vasta operazione di contrasto contro gli eco-terroristi che continuano a inquinare il fiume ai piedi del Vesuvio. Intanto però, da Napoli continuano i malumori per i continui roghi tossici che derivano dal campo rom nei pressi del centro Direzionale. Sono infatti innumerevoli le segnalazioni pervenute da parte dei residenti negli ultimi giorni, che si sono anche appellati ai politici in corsa per il consiglio regionale, ai quali è stato chiesto di fare da spola con lo Stato per intervenire e risolvere il problema.  

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