01 settembre 2020

Alex, la convivenza con il cancro al colon: "Continuo a correre nonostante la malattia"

Riportiamo una storia che arriva dall'ospedale Niguarda di Milano. Si tratta di una bellissima testimonianza di un giovane che, nonostante una terribile malattia, ha trovato la forza di andare avanti, continuare a inseguire i propri sogni. Nell’estate del 2017 all’improvviso per Alex il salto nel buio: un malore al lavoro, la corsa al pronto soccorso e poi la diagnosi di cancro al colon. Alex, classe 1980 sposato con due bimbe, inizia così quella che lui chiama la “sfida con se stesso”:  affronta un intervento chirurgico e i cicli di chemioterapia. Al termine del trattamento oncologico decide che è arrivato il momento di raggiungere il sogno della vita: correre la maratona di New York.

Dopo questo duro percorso ero pronto a ripartire per sostenere una nuova sfida con la grinta e la voglia di sempre - spiega Alex all'ufficio stampa del Niguarda - Stavo iniziando a coltivare il mio grande sogno. Arrivare al traguardo della maratona di New York doveva essere il mio regalo per i 40 anni, ma ho deciso di anticipare i tempi: sono sempre stato uno sportivo e non volevo permettere alla malattia di fermarmi. Però neanche il tempo di gioire per il mio nuovo obiettivo prefissato che alla fine di aprile suona il secondo allarme, il mio nemico non mi vuole lasciare in pace”.

Infatti, alcuni mesi dopo, la malattia purtroppo si ripresenta e Alex inizia così la terapia presso il Niguarda Cancer Center dove viene inserito nel protocollo sperimentale MoTriColor, finanziato dalla Commissione Europea con l’obiettivo di trovare terapie molecolari di nuova generazione sempre più personalizzate perché studiate sulla base delle differenze geniche che rendono variabile l’efficacia dei diversi trattamenti nei pazienti.

Alex, che abita a Baitoni di Bondone sul Lago d’Idro in Provincia di Trento, si reca a Niguarda periodicamente per l’immunoterapia e riesce a continuare la vita di tutti i giorni, che include, ovviamente, anche la corsa.  L’allenamento prosegue anche durante i trattamenti: “Non sono mancati i momenti difficili - ricorda - ma non mi sono mai arreso. D’altronde il mio motto è «La vita è una maratona: devi impegnarti al massimo per riuscire ad arrivare al traguardo e festeggiare». E così il primo novembre 2018 sono riuscito a imbarcarmi finalmente per l’America”. 

Prosegue il racconto ricco di emozione: “Il 4 novembre 2018 alle ore undici, mattinata fredda, adrenalina alle stelle, sono alla linea di partenza insieme ad altri 56mila atleti. Sento l’inno, una melodia avvolgente interrotta improvvisamente dallo sparo del via, ci siamo: così inizia la mia seconda sfida personale”.

Corre con l’immagine della sua famiglia stampata sulla maglietta e taglia il traguardo nella Grande Mela dopo 5 ore, 37 minuti e 33 secondi: “È impossibile descrivere le emozioni che ho provato durante ogni singolo di quei 42 chilometri 216 metri che ho percorso. L’euforia e la carica che trasmetteva la gente lungo il tragitto sono state qualcosa di fantastico, paragonabile solo al sostegno dei miei cari nella lotta contro la malattia”.

La passione di Alex per la corsa e lo sport prosegue anche dopo aver raggiunto l’importante traguardo e, a dicembre del 2019, partecipa alla Run4Piro, marcia non competitiva organizzata presso l’autodromo di Monza in onore e in ricordo di Fabrizio Pirovano, campione di motociclismo di Biassono scomparso nel 2016: indossa le scarpe da runner e coinvolge numerosi amici, raccogliendo un’ingente somma a sostegno dei progetti di ricerca della Fondazione Oncologia Niguarda. 

Grazie alla terapia e al supporto dell’attività fisica, Alex prosegue le sue attività quotidiane ed è riuscito anche a realizzare l’obiettivo lavorativo di cimentarsi con l’organizzazione di eventi: “Fare sport aiuta a sostenere la terapia, soprattutto dal punto di vista psicologico perché riesci a liberare la mente e a scaricare le tensioni. Io sono anche particolarmente fortunato perché ho tante persone intorno che mi sostengono: ho una moglie e due figlie speciali che mi hanno sempre supportato, donandomi serenità e insegnandomi a cercare sempre il lato positivo delle cose. Non devi demordere, anche nei momenti più difficili: non bisogna smettere mai di correre per raggiungere la felicità”.

(ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda)

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