28 agosto 2020

Scuola in Campania, De Luca: “Impossibile aprire in queste condizioni”

Il governatore della Regione Campania chiarisce a lettere cubitali che, attualmente, è impossibile consentire l’apertura delle scuole. I motivi? I contagi in aumento preoccupano la Regione, gli inseganti e il personale scolastico: nessuno vuole correre il rischio di infettarsi e lottare contro il Covid. Dunque, in Campania l’ultimo squillo di campanella c’è stato a marzo e ora, a sei mesi di distanza, pare impossibile tornare in aula. "Governare questa fase sarà difficile. Saremo chiamati a decisioni importanti tra una o due settimane. Nelle condizioni attuali non è possibile aprire le scuole. Non so cosa saranno in grado di fare in due settimane, ma avremo scelte complicate da fare". Lo ha detto il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, parlando a un incontro dell'Ordine degli psicologi.

Ancora oggi - assicura De Luca - rimaniamo la regione più sicura d'Italia, l'unica che fa screening seriamente a chi rientra dalla Sardegna e dall'estero, non solo dai quattro paesi indicati dal governo. Ho percepito in quest'ultima fase di ripresa del contagio - ha aggiunto De Luca - qualche elemento di preoccupazione e di incertezza nelle famiglie. Dobbiamo stare tranquilli, trasmettere sicurezza: non c'è nessuna tragedia alle porte, non c'è il nemico alle porte, ma c'è un problema serio e ancora una volta la Campania è stata all'avanguardia perché è stata la prima Regione che ha fatto un'ordinanza che rendeva obbligatoria la quarantena per chi rientrava dall'estero. Abbiamo deciso di fare seriamente un piano per la sicurezza: dobbiamo individuare oggi tutti i positivi se vogliamo evitare che da qui a un mese ci siano migliaia di contagiati. Questo è il senso del lavoro che facciamo”.

Intanto, a preoccupare i campani non è solo l’imminente rinvio dell’anno scolastico ma anche la nuova curva dei contagi. Infatti, nelle ultime 24 i nuovi positivi al covid sono 130 nuovi su 3.631 tamponi effettuati, secondo l’ultimo bollettino dell’Unità di Crisi per l’emergenza Covid19 della Protezione Civile. Di questi, 59 sono casi di rientro: 44 dalla Sardegna e 15 dall’estero

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