07 agosto 2020

Autismo, storie di vita con la sindrome: importante riconoscere i sintomi nei primi anni dalla nascita

L’autismo è un disturbo dello sviluppo neuro-biologico, nel quale si riscontrano anomalie dell’interazione sociale, della capacità di comunicare, un comportamento stereotipato e interessi ristretti. Più correttamente, si parla di Disturbi dello Spettro Autistico perché vi sono più condizioni di diverso grado, caratterizzate dalle anomalie sopracitate. Una malattia che purtroppo si riscontra sin dalla nasciate e, secondo gli esperti, si sviluppa nei primi anni di vita. Il progresso e la medicina hanno fatto passi in avanti da giganti per debellare questa malattia, ma oggi purtroppo, una cura definitiva non esiste ancora.

Gli aspetti più gravi della patologia

Le persone affette da un Disturbo dello Spettro Autistico possono anche soffrire di condizioni mediche e psichiatriche, inclusi deficit intellettivi, epilessia, ansia, alterazioni del sonno, depressione, disordine da iperattività e deficit di attenzione. Tuttavia, questi problemi non concorrono alla diagnosi, perché non sono caratteristici dei Disturbi dello Spettro Autistico e, di conseguenza, non sono necessariamente presenti.

Tutti i Disturbi dello Spettro Autistico si manifestano nel corso del primo anno d’età e permangono per il resto della vita, non ineluttabilmente compromettendone la qualità. Questo è tanto più vero quanto prima si inizia un percorso terapeutico.

I segni premonitori dell’autismo: importante riconoscere la patologia tempestivamente

Per poter raggiungere i migliori risultati, l’intervento terapeutico deve essere tempestivo e intensivo, ovvero a partire dai primi anni di vita del paziente. Poiché solitamente l’autismo viene diagnosticato tra i due e i quattro anni d’età. La diagnosi però, può essere anticipata a un anno di vita, se i genitori riconoscono immediatamente i segni e i sintomi e si rivolgono direttamente a uno specialista nei Disturbi dello Spettro Autistico.

Una delle difficoltà principali è rappresentata dal fatto che il bambino di circa un anno di età non parla ancora e questo non consente di valutare alcuni dei segni più caratteristici e di sottoporre il piccolo a dei test diagnostici specifici. Inoltre, lo spettro autistico è molto ampio e i suoi sintomi sono decisamente eterogenei in quanto a intensità: questo implica che alcuni sono più blandi e difficoltosi da identificare.

Ma ci sono alcuni segni caratteristici dell’autismo

Sicuramente uno di questi è la difficoltà di comunicazione e d’interazione sociale. Il bambino autistico ha difficoltà di linguaggio: ma come si può identificare tale anomalia quando si tratta di bambini molto piccoli? Nel primo anno di età – rivelano gli esperti - è bene fare caso alla lallazione, poiché essa è rara nei bambini autistici. Oltre alla comunicazione verbale, però, i bambini hanno anche difficoltà a comunicare in modo non verbale, attraverso i gesti, lo sguardo e la mimica facciale. Altri comportamenti si manifestano solo verso i due o tre anni di età, come i gesti ripetitivi, la mancata comprensione di parole al di fuori del loro contesto, il vocabolario limitato e l’utilizzo dell’indice per mostrare interesse verso qualcosa e non per chiedere informazioni a riguardo.

Le cure 

Attualmente, con adeguate terapie, a maggior ragione se precoci, si ottengono dei buoni progressi nello sviluppo del quoziente intellettivo, sul piano emotivo e su quello sociale. Grazie agli interventi precoci, infatti, i bambini affetti da autismo aumentano la capacità di linguaggio e iniziano ad assumere comportamenti più sociali, migliorando gli aspetti cognitivi e psicoaffettivi.

Fonte: PizzAut Nutriamo l'Inclusione 

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