08 luglio 2020

A 34 anni, 90 giorni di ricovero: "Il Covid non è uno scherzo. Ero sano, ora ho segni indelebili, sono paralizzato"

È forse una delle testimonianze più terribili del Covid-19, perché il protagonista della vicnenda è un giovane di 34 anni che dopo un lungo ricovero è rimasto paralizzato dalla malattia. A riportare la notizia è l’Huffpost: “Il Covid non è uno scherzo. Io ero sanissimo e ho rischiato di morire. Dopo tre mesi in ospedale mi ritrovo con segni indelebili, che porterò a vita”. Questa la testimonianza di Marc, 34enne spagnolo reduce da un ricovero di ben novanta giorni, sessanta dei quali trascorsi in un reparto di terapia intensiva.

L’uomo è stato dimesso dall’ospedale universitario Parc Taulí di Sabadell, in Catalogna, ma con tutte le conseguenze della sua lotta contro la malattia. Nonostante sia ancora provato, il 34enne ha deciso di lanciare un appello, riportato dalla testata 20minutos.es: “Non è uno scherzo, bisogna proteggersi. Io ero sanissimo, non avevo alcuna patologia pregressa. In pochi giorni mi sono ammalato gravemente e ho rischiato di morire”.

Ora sto bene, ma ho passato tre mesi in ospedale”, racconta Marc sottolineando che i primi sintomi avvertiti erano stati febbre e diarrea. Risultato positivo al tampone, il giovane si è aggravato in breve tempo a causa di una polmonite, che gli ha causato una tromboembolia polmonare e due arresti cardiaci. Oggi rivolgendosi ai più giovani dice: “Il Covid non è uno scherzo e non è una malattia che colpisce solo gli anziani, cercate di essere responsabili”.

Stando a quanto affermato dai medici, ora l’uomo dovrà sottoporsi ad una riabilitazione che durerà almeno un anno, ma le conseguenze della malattia potrebbero essere anche gravi: “Potrebbe riscontrare un deficit motorio o neurologico a lungo termine”.

 

(20minutos.es)

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