07 luglio 2020

 Poliziotta abilitata al Primo soccorso salva la vita a un migrante con massaggio cardiaco: “Non respirava più”

La protagonista di questa bella storia è una poliziotta di frontiera di Trieste. La donna in divisa, impegnata in un normale controllo sul territorio, ha improvvisamente notato un migrante che a causa di un malore si è accasciato a terra per problemi cardiaci, la stanchezza e il caldo.

L’episodio è accaduto sabato scorso sul Carso triestino a un migrante di origini afghane, fermato insieme ad un gruppo di uomini a San Dorligo della Valle nell'ambito dell'operazione Strade sicure lungo la fascia confinaria italo-slovena. A quel punto, secondo la ricostruzione dei fatti, uno degli agenti presenti sul posto, Lorena Scaffidi, abilitata al primo soccorso BLS, ha provveduto immediatamente a collocare l'uomo in posizione supina e a praticargli il massaggio cardiaco. Al secondo ciclo di massaggi, finalmente lo stesso ha reagito alle sollecitazioni riprendendo a respirare autonomamente.

Poco dopo, informa una nota della Polizia, è sopraggiunto in loco il personale medico 118 ASL Trieste, che ha constatato lo stato di salute dell'uomo, dichiarando che il migrante soffriva di pregresse difficoltà cardiache e che la stanchezza del viaggio e il caldo potevano avere contribuito a creare tale situazione di gravissimo rischio per la sua vita e che il massaggio cardiaco lo aveva probabilmente salvato.

L'uomo è stato trasportato d'urgenza da ambulanza 118 presso locale ospedale Cattinara, per le cure del caso, e dove attualmente ancora risulta ricoverato. I migranti dopo essere stati individuati lungo la S.S. al km.166+110, il gruppo di migranti è stato radunato e messo a sedere in sicurezza, in attesa del furgone della Polizia di Stato per il trasferimento dei migranti presso gli Uffici della Polizia di frontiera di Fernetti, per le procedure di identificazione.

Questo episodio oltre a raccontare quanto siano spesso ferrati e in gamba gli agenti, punta i riflettori anche sul tema dei migranti che sono costretti a viaggi atroci per fuggire da fame e guerra e giungono in Europa stremati. O almeno i più fortunato perché altri, purtroppo, perdono la vita in mare sui barconi della morte.

Fonte: (Polizia di Stato)

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