06 luglio 2020

Niente voli? Pietro torna dalla Polonia alla Sicilia in bicicletta

Il protagonista di questa incredibile storia è uno studente di ingegneria meccanica rimasto bloccato in Polonia, dove stava partecipando al progetto Erasmus, durante il lockdown imposto per l’emergenza coronavirus. Così, a causa dei pochi voli a disposizione, ha deciso di percorrere 2.742 chilometri in bicicletta per poter tornare a Palermo e riabbracciare la sua famiglia che non vede da mesi.

Da Lublino, città al confine ucraino, è partito lo scorso 1 luglio. Attraverserà quattro Stati prima dell’arrivo in Sicilia previsto tra il 23 e il 25 luglio. "L’idea è nata durante il periodo della quarantena – racconta il giovane palermitano alla Repubblica – Un giorno, mentre parlavo al telefono con mio zio, scherzavamo sul fatto che avrei dovuto trovare un mezzo alternativo all’aereo per tornare a casa. Era il periodo in cui le compagnie aeree si erano fermate cancellando quasi tutti i voli". 

L’idea goliardica è diventata così realtà. Sveglia alle 4 del mattino, casco e tuta da ciclista, tre borracce d’acqua e due borsoni con il minimo indispensabile: magliette, pantaloncini, impermeabili vari per ripararsi dalla pioggia. E via ogni giorno a percorrere in media 160 chilometri tra i paesaggi di Polonia, Repubblica Ceca, Slovenia e Croazia, prima di giungere all’imbarco del traghetto che lo riporterà in Italia. "Arriverò ad Ancona in nave e da lì proseguirò verso sud. Adriatico o Tirreno, devo ancora decidere il tragitto da fare per arrivare a destinazione" .

La sera trova ospitalità a casa di studenti, conoscenti o affitta una camera. Solo qualche ora di riposo per pianificare la tappa successiva prima di risalire sulla bici nuova di zecca acquistata appositamente per quest’avventura.

Nuotatore e appassionato di vela, Pietro Terranova non aveva mai percorso tanti chilometri in sella ad una bicicletta. 

(La Repubblica) 

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