03 luglio 2020

Alcol in Italia, secondo l'Iss sono 48 le persone che muoiono ogni giorno a causa degli affetti collaterali

In Italia ogni giorno in media sono 48 le persone che muoiono a causa dell’alcol, oltre 17.000 ogni anno. Il dato è riferito al 2016, anno di cui si dispone la mortalità registrata per tutti gli Stati dell’Unione europea (UE), e quindi già noto, ma viene comunque riportato anche nella nuova edizione Rapporto Istisan “Epidemiologia e monitoraggio alcol-correlato in Italia e nelle Regioni. Valutazione dell’Osservatorio Nazionale Alcol sull’impatto del consumo di alcol ai fini dell’implementazione delle attività del Piano Nazionale Alcol e Salute. Rapporto 2020”, pubblicato in questi giorni sul sito di Epicentro.

 In base a quei dati l'alcol risulta responsabile del 5,5% di tutti i decessi registrati nell’UE, per un totale di quasi 300 mila persone morte, in gran parte e prevalentemente per cancro (29% dei decessi attribuibili all’alcol), cirrosi epatica (20%), malattie cardiovascolari (19%) e lesioni (18%). Proporzioni che rispettano quelle verificate in passato per l’Italia anche dall’OMS, e ancora oggi confermate con la percentuale più alta di decessi attribuibili all’alcol registrata tra i giovani adulti maschi e tra i giovani sino ai 29 anni di età, per i quali l’incidentalità stradale alcolcorrelata continua a rappresentare la prima causa di morte anche in Europa.
 

Strumenti di prevenzione inefficaci

L’alcol – si legge nel report dell’Iss -  è e resta un serio problema di salute in Italia; la prevenzione che manca va rafforzata richiedendo interventi urgenti, al momento non resi disponibili dai piani di prevenzione e comunque evidentemente sinora inefficaci se da anni non riescono a contrastare stili e modelli di consumo che causano costi sostanziali di cui si dovrebbe valutare congruo e opportuno abbattimento”.
 
“I dati – incalza l’Iss - dimostrano ancora una volta che l’alcol è ancora uno tra i più temibili fattori di rischio e di malattia in Italia. Ai consumi medi pro-capite in ripresa non poteva non esserci il riscontro di un incremento della popolazione di consumatori a rischio e di binge drinker, indicatori della necessità di risposte di salute pubblica e dei servizi sanitari, di interventi sul marketing e sulla disponibilità delle bevande alcoliche più incisive, e anche i sistemi di monitoraggio relativi all’implementazione delle politiche in Italia mostrano essere tra le aree da rafforzare”.
 
“La cultura del bere in Italia – sottolinea il report - , oggi più incisivamente influenzata dal marketing aggressivo delle fake news proposto da alcuni settori della produzione, può e deve ritrovare una capacità di maggiore controllo formale e informale per il raggiungimento di dimensioni più adeguate al mantenimento di livelli di salute e sicurezza nella popolazione che possano contribuire ad abbattere gli elevati costi sociali e sanitari dell’impatto dell’alcol stimati in 25 miliardi di euro l’anno dall’OMS e oggi in crescita”.
 

I numeri dell’alcol in Italia

- Le persone che, nel 2018, hanno consumato bevande alcoliche lontano dai pasti sono state il 40,5% degli uomini e il 20,4% delle donne, pari a quasi 16 milioni di persone sopra gli 11 anni, un dato in aumento rispetto alle stime precedenti. I valori massimi riguardano gli uomini nella fascia di età 18-44 anni e le donne della classe di età 18-24 anni. L’analisi del trend dei consumatori di vino o alcolici fuori pasto mostra che, per entrambi i generi, è aumentata la prevalenza dei consumatori rispetto al 2008 (M=+10,2%.; F=+38,0%) e per il genere femminile si conferma anche nel 2018 un incremento lineare costante rispetto al precedente anno (da 19,4% a 20,4%)
 
- Nel 2018, oltre 5 milioni di persone sopra gli 11 anni (il 14,2% degli uomini e il 6,1% delle donne) hanno dichiarato di aver abitualmente ecceduto nel consumo di bevande alcoliche. La percentuale, non diminuita rispetto agli anni precedenti, è più elevata per entrambi i sessi riguarda gli adolescenti di 16-17 anni e gli ultra 65enni. Al contrario, la percentuale più bassa riguarda la fascia 18-24 anni.
 
- La prevalenza dei consumatori binge drinkers che hanno dichiarato di essersi ubriacati almeno una volta negli ultimi 12 mesi (che hanno consumato 6 o più bicchieri di bevande alcoliche in un’unica occasione) è stata nel 2018 pari a 11,7% tra gli uomini e 3,6% tra le donne di età superiore a 11 anni, con una frequenza in aumento tra le donne rispetto all’anno precedente, identificando oltre 4 milioni di persone. Le percentuali di binge drinkers sia di sesso maschile che femminile aumentano nell’adolescenza e raggiungono i valori massimi tra i 18-24enni per poi diminuire nuovamente nelle fasce di età più anziane. Per tutte le classi di età considerate, la proporzione di binge drinker di sesso maschile è superiore a quella di sesso femminile a eccezione dei giovani di età inferiore ai 15 per i quali non si rilevano differenze statisticamente significative di genere.
 
(Istituto Superiore di Sanità)

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