23 giugno 2020

Milano. La proposta dell’Ordine dei Medici: “Centomila euro per i medici morti a causa Covid”

È arrivato il momento di fare i conti con la realtà e in questo caso, purtroppo i conti riguardano i camici bianchi morti in Italia a causa della pandemia. Sul portale della Fnomceo c’è ancora un fiocco che simboleggia il lutto, il dolore. Perché a oggi sono 169 tra medici e infermieri che hanno perso la vita in questi mesi di emergenza sanitaria, lottando contro un virus tanto invisibile quanto letale.

Così, per cercare di dare giustizia alle famiglie dei camici bianchi deceduti, l’Ordine dei Medici di Milano ha proposto un indennizzo di 100 mila euro per ogni vittima. La richiesta è rivolta al Governo che in più occasioni si è detto disponibili a ricordare, adeguatamente, gli eroi morti nella trincea Covid: “Uno sforzo per sottolineare concretamente coraggio, lealtà e alta professionalità di chi non si è sottratto alla prima linea”, spiegano dall’Ordine. “Un rischio elevatissimo specie per i primi mesi di pandemia, in cui del virus non si conosceva quasi nulla e l’emergenza si affrontava come un vero campo di battaglia”.

“Ci vuole un indennizzo che ripaghi, almeno formalmente, tutto il personale sanitario, medico e paramedico”, ha chiarito Roberto Carlo Rossi, presidente dell’Ordine milanese e a capo del Sindacato nazionale autonomo medici della Lombardia. “Una richiesta di solidarietà sociale” l’ha definita, per tutti i "moderni militi ignoti”. In particolare per quanto riguarda l’assenza di dispositivi di sicurezza in corsia: “Al di là di uno stretto rapporto di causa medico-legale – si legge sul comunicato OMCeO – ovvero della precisa individuazione patogenetica circostanziale, ci sembra corretto che si risarciscano i superstiti di chi ha perso la vita o direttamente chi ha contratto il virus con conseguenti lesioni permanenti”.

L’Ordine milanese muove questa richiesta dalla consapevolezza di una concreta possibilità di realizzazione di una legge in questo senso. Specie alla luce di “Insufficienza e inadeguatezza delle coperture assicurative destinate al personale medico-sanitario”. Andranno valutati il reperimento dei fondi e le condizioni di accesso, ha ribadito Rossi, ma “Il nostro compito è quello di avanzare proposte concrete per tutelare i medici e un primo passo il Consiglio lo ha compiuto”.

In un’intervista sul quotidiano Libero il presidente ha aggiunto parole più dure. “Non avevamo neanche le mascherine – ha ribadito – e la colpa non è certo nostra. In certi momenti la catena di comando è stata schizoide: un giorno il governo diceva una cosa e il giorno dopo un’altra. A livello centrale veniva emanata una direttiva, e le regioni procedevano in modo diverso. A marzo abbiamo lavorato nel caos più totale”.

Fonte: Ordine dei Medici Milano 

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