23 giugno 2020

Cina. La pandemia non ha fermato il festival della carne di cane, si mobilitano le organizzazioni mondiali

Cani e gatti continuano ad essere macellati in Cina, nonostante siano stati classificati come animali da compagnia. Questo, l'allarme lanciato da associazioni animaliste come Humane Society International, l'organizzazione internazionale animalista che opera dal 1954 che all’ inizio del tradizionale Festival di Yulin Meet Dog, che ha preso il via il 21 giugno, lancia una petizione al governo di quella regione perché possa porre fine allo sterminio di centinaia di cani e gatti. Yulin è una graziosa e tipica cittadina nella Regione Autonoma di Guangxi Zhuang e, ormai da diversi anni, è nota per un festival che vede protagonista la carne di cani e gatti. Raccolta fondi per fermare lo sterminio

L'epidemia di coronavirus, di cui il mercato di Wuhan è stato il primo grande focolaio, ha portato queste pratiche alimentari tradizionali al centro del dibattito, per i rischi di trasmissione del virus da animale all'uomo. Subito dopo lo scoppio del contagio le autorità cinesi hanno bloccato, sembrerebbe una volta per tutte, il commercio, la vendita e il consumo di specie selvatiche.

Il cane non è tra queste, né c'è evidenza che i quadrupedi possano costituire un serbatoio del virus, a differenza di pipistrelli o zibetti. Tuttavia,  sull'onda della crisi sanitaria diverse autorità hanno mandato segnali in direzione di un bando. Il ministero dell'Ambiente cinese, pur senza vietare esplicitamente, ha inserito il cane nella categoria degli "animali domestici". E lo scorso aprile la metropoli di Shenzhen è stata la prima in Cina a metterne ufficialmente fuori legge la vendita e il consumo, con multe salate per i ristoratori che lo tengono nel menù e per chi lo ordina.

Ecco cosa succede al festival (video)

Fonte: Humane Society International

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