22 giugno 2020

Bari. Per il Tribunale non c’è alcun dubbio: il tempo di svestizione degli infermieri vale come orario di lavoro

Diventa sempre più ufficiale, dopo pareri contrastanti, l’orientamento già presente in diverse pronunce di Cassazione (l’ultima è del 7 maggio) secondo cui le operazioni di vestizione/svestizione del personale sanitario ad inizio e fine turno costituiscono tempo di lavoro effettivo e per questo danno diritto alla retribuzione. È quanto recita l’ultima sentenza dal Tribunale di Bari che ha dato ragione agli infermieri impegnati nei vari ospedali in questo momento di emergenza sanitaria mondale. La riferita sentenza di Cassazione del 7 maggio 2020 è l’ultima sul piano temporale. Questa motiva il riconoscimento del diritto al pagamento del tempo di vestizione utilizzando argomenti giuridici chiari e completi.

Si ritiene che l’attività di vestizione attiene a comportamenti integrativi dell’obbligazione principale. “È funzionale al corretto espletamento dei doveri di diligenza preparatoria”. Costituisce, altresì, attività svolta non (o non soltanto) nell’interesse dell’Azienda, ma dell’igiene pubblica, imposta dalle superiori esigenze di sicurezza ed igiene”.

Pertanto, tutto questo dà diritto alla retribuzione. Anche nel silenzio della contrattazione integrativa. Infatti, proprio per le peculiarità che la connotano, deve ritenersi implicitamente autorizzata dal datore di lavoro. Dunque, adesso le Aziende Ospedaliere dovrebbero adattarsi alla normativa e riconoscere come extra, o comunque orario di lavoro, il tempo che impiegano gli infermieri per la vestizione e svestizione, nonché sanificazione all’entrata e all’uscita dagli ospedali.

Fonte: Nures Times

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