30 maggio 2020

Emergenza COVID: Regione Puglia e sindacati uniti nel riconoscere indennità aggiuntive a tutti gli operatori del 118

Davanti alla tragedia nazionale di COVID-19, perché altro non può definirsi la morte di 33.000 italiani in
appena tre mesi e mezzo, la più grande manovra finanziaria del Governo mai riservata alla storia della
sanità nazionale, e del Paese, ha completamente ignorato il Sistema di Emergenza Territoriale 118. Chiunque è stato individuato quale soggetto istituzionale beneficiario di finanziamenti agli atti del Governo
nazionale, in particolare, tra quanti - a nostra differenza - non erano impegnati in avanscoperta, sul
territorio, in prima linea, anche “a mani nude”, contro il COVID-19, tranne il 118.

Il 118, peraltro, in perfetta analogia con il copione già visto in occasione delle maxiemergenze verificatesi
negli scorsi anni (es. terremoto all’Aquila, terremoto ad Amatrice), non è mai stato citato a livello nazionale,
mai ricordato nelle conferenze stampa (con ottima memoria, invece, per gli altri Enti ed Istituzioni
intervenuti), mai considerato sul piano strategico, mai convocato in un tavolo tecnico dedicato nonostante
le molteplici richieste agli atti.
Un assurdo inaccettabile, perché stiamo parlando del Sistema del Soccorso Sanitario dello Stato, l’unico che
interviene in prima linea, con immediatezza, e che salva la vita già sulla scena dei vari eventi, un Sistema
che in molte regioni ha operato, in elevato biocontenimento, con gli operatori costretti a mettersi le buste
di plastiche per l’immondizia ai piedi, attesa la mancanza di disponibilità, pressochè permanente, dei
gambali e dei calzari, quando non delle tute specifiche per il rischio biologico.

Alla drammatica maxiemergenza di COVID-19, il Sistema di Emergenza Territoriale 118 nazionale ha
risposto rappresentando ovunque, in ciascun territorio regionale, in modo assolutamente intensivo,
strenuo, definito dai cittadini stessi “eroico”, mediante l’azione integrata delle Centrali Operative e delle
postazioni di emergenza territoriali, mobili e fisse,  la prima linea di tutela e di difesa istituzionale del
cittadino, il “Sistema salvavita” quale fronte compatto di sbarramento alla diffusione del contagio, alla
intercettazione precoce dei casi sospetti, alla delicata, incessante, rischiosa presa in carico degli stessi,
operando in regime di intensità di cure obiettivamente altissimo, annullando, ogni qualvolta necessario e
indispensabile, le distanze con il paziente, sino a toccarlo, a visitarlo, recandosi direttamente nei domicili.

Un lavoro che si è svolto nelle case di cura, stabilizzando direttamente sulla scena i pazienti con instabilità delle funzioni vitali ed insufficienza respiratoria acuta, attendendo tempi anche enormi per la presa in carico dei pazienti da parte dei reparti ospedalieri accettanti, con attese estenuanti, provvedendo, in numerose realtà, anche ad
eseguire direttamente i tamponi, gestendo all’interno di tendostrutture, come nell’esperienza della
postazione fissa SET 118 Moscati della Azienda ASL di Taranto, le prime 48 ore di degenza dei pazienti in
attesa dell’esito dei risultati e della disponibilità di posti letto, impiegando migliaia di mezzi di soccorso e di
unità di personale, senza negarsi mai in nulla, solo e semplicemente facendo ciò che nel DNA del 118, e di
chi vi appartiene, vi è di consustanziale e di indelebile tra tutti gli operatori, ossia dando tutto e più di tutto.
Il Sistema di Emergenza Territoriale 118 nazionale ha, peraltro, subito perdite, gravissime, tra medici,
infermieri ed autisti – soccorritori.

La Regione Puglia, invece, in netta controtendenza rispetto al Governo, da quanto risulta agli atti ufficiali,
ha riconosciuto apertamente il ruolo, il merito ed il valore del 118. Non è mai accaduto prima d’ora a livello
nazionale. Il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, e le organizzazioni sindacali, hanno inteso riconoscere il ruolo, delicato, ad altissimo rischio di contagio, ad elevata intensità di cura, e di grande efficacia clinica
complessiva del Sistema di Emergenza Territoriale 118 nella gestione pugliese della pandemia da COVID-19,
con la decisione di corrispondere, stanziando somme cospicue anche rinvenienti dai fondi regionali,
indennità aggiuntive dedicate agli operatori del Sistema, medici, infermieri, autisti-soccorritori. Di tanto, a nome di tutti gli iscritti della SIS 118, ringraziamo.

(Mario Balzanelli
Presidente Nazionale SIS 118)

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