28 maggio 2020

Medici, infermieri e operatori sanitari chiedono i bonus Covid, il grande caos dietro gli incentivi per chi ha vissuto la trincea

È un argomento tornato alla ribalta nelle ultime ore tra proteste e comunicati dei vari ordini di Italia: chi ha lottato in questi mesi di emergenza sanitaria, ora ha diritto a un “bonus Covid” in busta paga. I primi a scendere in piazza la settimana scorsa sono stati gli infermieri di Torino, che hanno manifestato contro il mancato riconoscimento degli incentivi. Successivamente hanno “vinto” la battaglia e hanno ottenuto un accordo per il bonus (circa 1.000 euro una tantum). Mentre, resta ancora da capire in che modo gli altri operatori sanitari di Italia, riceveranno i bonus (si parla di oltre 220 milioni di euro solo in Lombardia), soldi che la Regione spenderà per dare un giusto riconoscimento ai camici bianchi.

Tuttavia, a oggi non ci sono notizie certe riguardo ai bonus, ma solo stralci di accordi raggiunti tra i vari sindacati che arrivano da regione a regione. E dunque, la situazione resta poco chiara anche perché, in un primo momento questo tipo di incentivo era stato inserito nel Dl Rilancio del Governo, salvo essere eliminato in un secondo momento dal Senato, perdendo l’occasione di regolamentare in maniera equa e uguale i bonus per il personale sanitario in Italia. E quindi a ora sembrerebbero essere le regione in autonomia a gestire questo tipo di contributo, ad esempio la Sicilia, il Piemonte, il Lazio e la Lombardia hanno già trovato un accordo per “accontentare i medici” che hanno lottato contro il Covid.

Lombardia

Accordo raggiunto. "Infermieri e operatori sanitari riceveranno nella busta paga di giugno un premio una tantum fino a 1250 euro, in base all’impegno di servizio nei reparti Covid degli ospedali lombardi". Lo affermano, in una nota, il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, e l’assessore al Welfare, Giulio Gallera, a seguito dell’intesa raggiunta con i rappresentanti sindacali del personale del Comparto.

Sicilia  

Ieri l’Ars si è espressa con voto un’anime in favore del bonus di 1000 euro per i sanitari siciliani, impegnati nella lotta contro il Covid19. L’incentivo, com’ è specificato nella riscrittura dell’emendamento, sarà riconosciuto a medici, operatori sanitari quindi tecnici (per esempio delle Radiologie), infermieri, oss e osa. Beneficio esteso anche agli operatori Seus 118.

A riceverlo dunque i lavoratori della Sanità, senza entrare nel merito del ruolo ma quanto piuttosto al rischio che hanno corso restando in prima fila, dall’inizio della pandemia.

In un primo momento- dichiara la presidente della commissione Salute dell’Ars Margherita La Rocca Ruvolo– alcuni colleghi avevano ipotizzato di differenziare la quota per mansioni e invece, considerata la situazione straordinaria, si è stabilito una somma uguale per tutti. La proposta, come sapete, è passata con voto unanime e mi piace pensare che ieri sia stata scritta in Aula una bella pagina di solidarietà”.

Piemonte

A Torino dopo le accese polemiche della scorsa settimana, ovvero quando gli infermieri che hanno lottato contro il Covid si sono stesi in piazza avvolti nei sacchi della spazzatura, è stato trovato l’accordo economico: la trattativa fra i sindacati che rappresentano i sanitari piemontesi si è conclusa, in questa prima fase, con una spartizione dei 55 milioni a disposizione (18 del ministero  e 37 di fondi regionali) che vedrà assegnare il 25 per cento delle risorse ai medici (13 milioni) e il 75 per cento ai lavoratori del comparto, una cifra che vale 41 milioni. 

Infermieri protestano in piazza a Torino, accordo trovato

Lazio

Tredici mila operatori sanitari del Lazio otterranno nella busta paga del mese di giugno il bonus economico concordato con le organizzazioni sindacali. Ad avere il bonus saranno 9.893 infermieri e 3.095 medici per un totale di 12.988 operatori sanitari impegnati nella lotta al coronavirus.

Le somme messe a disposizione dall’amministrazione regionale sono pari a circa 12 milioni di euro che era il tetto concordato. L’individuazione dei beneficiari è stata fatta dal datore di lavoro che sono le diverse aziende sanitarie”, dichiara l’assessore alla Sanità regionale

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