28 maggio 2020

Calabria. In quarantena da oltre tre mesi, positiva al virus insieme alla sua famiglia,  non arriva l’esito del tampone: intervengono i sindaci

Sono ancora in quarantena perché del tampone fatto il 6 maggio non c’è alcuna notizia”. A parlare è  Stefania che racconta di quegli esami che sembrano spariti nel nulla. Tanto che perfino i sindaci della sua zona, in Calabria, hanno scritto al Prefetto per chiedere spiegazioni.

Stefania vive con la sua famiglia a Santo Stefano di Rogliano, Calabria, una vita tranquilla fino alla positività al Covid: “Ho fatto un tampone il 6 maggio – scrive sui social - e non ho mai ricevuto l’esito. Sembra sia sparito, intanto sono venuti a farmene un altro. E la mia quarantena continua”.

Il calvario di Stefania e della sua famiglia inizia il 14 marzo scorso, in piena emergenza Covid a livello nazionale: “Mio marito e mio suocero vengono ricoverati il 14 marzo dopo 9 giorni in cui i sintomi della malattia erano già presenti – scrive - la diagnosi è di polmonite bilaterale interstiziale”, tipico segno del Covid-19. “Avendo una bimba di appena 14 mesi ho cercato di insistere per avere i tamponi, ho chiesto di verificare la nostra condizione di salute ma non era inizialmente possibile. Dopo l’insistenza dei sindaci hanno fatto a me il tampone il 17 marzo, e poi il 19 anche a mia figlia, mia suocera e mia cognata”. La famiglia infatti vive su due appartamenti adiacenti e hanno avuto contatti in quelle settimane.

Tutti postivi in famiglia

Siamo risultati tutti positivi tranne mia suocera – aggiunge Stefania - anche mia figlia di 14 mesi era positiva”. A quel punto tutta la famiglia entra in quarantena forzata. Il giorno 29 marzo il marito viene dimesso dall’ospedale locale e Stefania chiede di poter essere ritestata perché: “Lui non poteva avere contatti con altri positivi, dovevamo saperlo per capire come comportarci”. La famiglia decide di dividersi: il marito e il suocero vanno in un appartamento, il resto del gruppo nell’altro. “I tamponi successivi si sono tutti negativizzati tranne il mio, ancora positivo dopo oltre due mesi”. Così inizia il suo calvario: “Non esco di casa da quasi tre mesi, il 6 maggio mi viene fatto un nuovo tampone. Speravo dopo tanto tempo di venirne fuori. E Invece dopo una settimana non ci sono tracce dell’esito. A quel punto contatto l’ufficio Igiene di competenza e mi dicono che non si sa che fine abbiano fatto questi tamponi e che mi conviene chiamare l’Asp territoriale per averne un altro”.

Intervengono i sindaci dei paesini

I sindaci Lucia Nicoletti e Giovanni Altomare scrivono di aver interessato alla situazione anche il Prefetto e la Regione, così da poter risolvere l’enigma: che fine hanno fatto i tamponi del 6 maggio? “Siamo chiusi in casa da 70 giorni e non riusciamo a uscirne perché non abbiamo l’esito di quel tampone”, dice Stefania. Intanto, incredibilmente, “mercoledì sono venuti a farmi un altro tampone”. Senza aver ancora ricevuto l’esito di quello precedente. “Ci sono anche altri in questa stessa situazione e non so se anche a loro è stato fatto un nuovo tampone”.

 

Fonte: pagina Facebook Stefania, Le Iene

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