27 maggio 2020

"Ho paura di uscire, mi sento a disagio". Gli esperti non hanno dubbi: dopo il lockdown arriva la sindrome della capanna

Purtroppo con la fine del lockdwon la vita non è tornata normale per tutti. In molti, nonostante l'abolizione dei divieti anti-Covid e quindi la possibilità di uscire in "normalità", preferiscono comunque stare a casa perché, per strada tra la gente, c'è il senso di disagio. Secondo la Sip, la Società italiana di psichiatria, questo fenomeno si chiama la sindrome della Capanna, una psicosi già nota nel 1900 e, attualmente, sarebbero più di un milione di italiani a rischio di sviluppare la cosiddetta sindrome della capanna. Di cosa si tratta? Della tendenza ad avvertire un senso di disagio, inquietudine e ansia quando si esce di casa.

Lo studio in Italia è recente e arriva da quando dopo il lockdown molte persone hanno scelto spontaneamente di rimanere a casa, provando un senso di maggiore sicurezza presso le pareti domestiche. Questo isolamento innaturale ha indebolito le nostre certezze, creando ansie e preoccupazioni. Non sempre la paura di uscire è legata alla paura del contrarre il Covid 19, ma spesso è legata alla paura di tornare ai vecchi ritmi.

La sindrome della capanna non colpisce solo gli adulti, ma anche molti adolescenti che già stanno vivendo, anche senza Covid 19, una fase delicata della loro vita. Le Nazioni Unite nelle scorse settimane hanno presentato un rapporto con le linee guida sulla salute mentale e il Covid 19. In questo rapporto viene sottolineata particolarmente l’importanza di sostenere psicologicamente le persone più vulnerabili anche dopo il lockdown. E’ evidente che si tratta di un fenomeno globale molto pericoloso e sono molti gli appelli lanciati da psicologi e psichiatri in questi mesi.

Per venire incontro alle persone il Ministero della Salute, insieme alla Protezione civile ha lanciato il numero verde di supporto psicologico per l’emergenza Coronavirus (800.833.833). 

La sindrome della capanna, o cabin fever, non è un fenomeno conosciuto da poco. Le prime descrizioni di questa sindrome si hanno nel 1900 e riguardano i cercatori d’oro degli Stati Uniti, che per mesi vivevano nelle loro capanne. L’Università di Pechino ha elaborato una scala per valutare l’incidenza della sindrome della capanna: letargia, scarsa concentrazione, mancanza di motivazione, apatia, tristezza, paura di uscire.

Fonte: (Società italiana di psichiatria)

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