18 maggio 2020

A Milano torna lentamente la normalità: tra contagi in calo, uffici che riaprono e video-lezioni: ce ne parla il docente del Politecnico

Abbiamo raccolto la testimonianza di Roberto Fedele, docente di Scienza delle Costruzioni al Politecnico di Milano. Il professore ha tracciato un bilancio della situazione nel capoluogo della Lombardia, raccontando di una città, Milano, che lentamente ritorna alla normalità e che, cerca di uscire dalla crisi Covid.

"Da almeno una decina di giorni, la situazione sanitaria sembra migliorata. Non parlo di numeri e di statistiche ufficiali, parlo della percezione del fenomeno che una persona comune ha nella vita quotidiana e dei riscontri ad ampio spettro ricevuti da colleghi, amici e conoscenti via cell o fb. In molti ospedali di Milano, i sanitari ammettono di venire attentamente monitorati, e quasi tutti hanno già fatto tamponi e test. Lo stesso dicasi per i medici di base", ha spiegato il docente del Politecnico.

"Tra la gente comune, chi nei giorni scorsi ha manifestato sintomi ed è stato indirizzato al tampone dal medico di base, è stato convocato quasi subito: solo un mese fa, numerosi erano i casi di persone con sintomi che non riuscivano ad accedere al tampone, ma venivano abbandonate a casa con il dubbio di avere contratto o meno il COVID - prosegue -. Dunque vi è molta meno congestione delle strutture ospedaliere, più rapidità negli interventi e molta più attenziona al personale sanitario. Gli ambulatori (ospedalieri e privati) stanno riaprendo, pur con molte cautele".

Una panoramica a 360° di una delle città che ha sofferto maggiormente la crisi legata al coronavirus in Italia e che oggi prova a tornare alla normalità tra serrande alzate e uffici che si riempono: "Le università milanesi, che hanno svolto fino ad ora teledidattica in maniera molto efficace per centinaia di migliaia di studenti e in quasi assoluto smart working, hanno incominciato a riaprire gli uffici per i proprio dipendenti, sebbene con tutte le cautele del caso e in maniera contingentata - prosegue il professor Roberto Fedele -. Gli studenti continueranno a seguire le lezioni con supporto informatico, e anche gli esami della sessione estiva si svolgeranno con modalità online. I laboratori di ricerca stanno incominciando a riaprire con tutte le cautele del caso, per piccoli numeri".

"Le parrocchie si stanno preparando a iniziare le messe cum populo, con sanificazione, certificazione degli spazi, servizio d'ordine per la gestione dei flussi di persone. Una piccola parte di fedeli (molto rumosa sui social) da settimane puntava i piedi per la ripresa del culto pubblico - continua il docente -: c'era chi addirittura sposava posizioni fideistiche, sostenendo che chi va in Chiesa a ricevere l'Eucaristia "non potrebbe" contagiarsi, o motivava il proprio disappunto con motivazioni di carattere socio-politico, secondo le quali lo Stato non avrebbe diritto di interferire nella gestione della liturgia. Per fortuna, la stragrande maggioranza del popolo credente nella diocesi di Milano ha buon senso, e sa comprendere che dietro le norme vi è una giusta prudenza e la cura delle persone più fragili. Oramai è stato stabilito un chiaro protocollo a livello nazionale che viene accuratemente osservato. Putroppo, molte parrocchie attraversano difficoltà economiche, acuite dall'assenza di offerte in questi ultimi mesi e dalle spese addizionali per la sanificazione degli spazi e la messa in atto delle misure di sicurezza. In fondo si scorge una similitudine tra la rete della sanità pubblica con le strutture ospedaliere e i medici di base, e il tessuto delle comunità parrocchiali: senza questi presidi di salute e di solidarietà "della porta accanto", la tragedia degli scorsi mesi sarebbe stata maggiore, e a mio avviso è proprio su questi elementi che bisogna fare leva per la ripresa".

"La situazione rimane drammatica per chi ha perduto il lavoro e ha visto gravemente compromessa la propria attività lavorativa - conclude -. Molte famiglie non hanno sufficienti disponibilità economiche e i figli in età scolare sono spesso tagliati fuori anche dall'insegnamento online per carenza di strumenti adeguati. Anche per la maggior parte delle famiglie benestanti, però, la gestione dei figli a casa rimane problematica".

(Prof. Roberto Fedele)

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