18 maggio 2020

Infermiere di famiglia, dal Governo arrivano oltre 300 milioni di euro per questa figura: previste 9.000 assunzioni entro 2021

Novità importanti sul fronte dell’assistenza sanitaria a domicilio. È quanto prevede il Decreto Rilancio che, tra le varie voci di spesa, ne riporta una che riguarda l’infermiere di famiglia. Secondo il Governo targato Giuseppe Conte, questa è una figura giudicata necessaria da Fnopi e la quale mancanza, in alcune Regioni d’Italia, si è fatta sentire molto durante l’emergenza Coronavrus. Il Governo ora prevede 9.000 assunzioni nella sanità territoriale entro il 2021, mentre per l’anno in corso si ricorrerà a contratti di lavoro autonomo, anche di collaborazione coordinata e continuativa.

Si tratterà di circa 8 infermieri ogni 50mila abitanti. Il Decreto Rilancio ha stanziato 332.640.000 euro per il loro reclutamento

La figura dell’infermiere di famiglia era già contemplata in un disegno di legge del 2019 che ne individuava alcune funzioni. Adesso il Decreto Rilancio prevede nuovi compiti, che probabilmente sono quelli che hanno indotto il Governo a inserirli nella decretazione d’urgenza, inserendoli proprio nell’art. 1 del provvedimento, intitolato Disposizioni urgenti in materia di assistenza territoriale” scrive il magristrato Paolo Remer su La legge per tutti.

Compiti dell’ infermiere di famiglia secondo FNOPI

Il nuovo infermiere di famiglia e di comunità si occuperà dell’assistenza ai pazienti Covid-19. Allo stesso tempo aiuterà a proteggere gli elementi più deboli della società con una assistenza domiciliare integrata a pazienti in isolamento domiciliare, a malati cronici, a disabili ed alle persone con disturbi mentali o in situazioni di fragilità.

Valutare lo stato di salute e i bisogni della persona nelle diverse fasi della vita (adulta, infanzia, adolescenza), del contesto familiare e conoscere quelli di comunità

-Promuovere e partecipare ad iniziative di prevenzione e promozione della salute rivolte alla collettività

-Promuovere interventi informativi ed educativi rivolti ai singoli, alle famiglie e ai gruppi, atti a –

-promuovere modificazioni degli stili di vita

-Presidiare e facilitare i percorsi nei diversi servizi utilizzando le competenze presenti nella rete

-Pianificare ed erogare interventi assistenziali personalizzati alla persona e alla famiglia, anche avvalendosi delle consulenze specifiche degli infermieri esperti (es. wound care, sto mie e nutrizione artificiale domiciliare, ventilazione domiciliare, cure palliative ed altre)

-Promuovere l’aderenza ai piani terapeutici e riabilitativi

-Partecipare alla verifica e monitoraggio dei risultati di salute

-Sostenere i percorsi di continuità assistenziale tra sociale e sanitario, tra ospedale e territorio e nell’ambito dei servizi territoriali sanitari e sociosanitari residenziali e semi-residenziali

-Garantire le attività previste per la realizzazione degli obiettivi della nuova sanità di iniziativa

-Partecipare nell’integrazione professionale al perseguimento dell’appropriatezza degli interventi terapeutici e assistenziali, contribuendo alla relazione di cura, al rispetto delle volontà del paziente espresse nella pianificazione delle cure, anche in attuazione della Legge 219/17 (Norme in materia di consenso informato e
di disposizioni anticipate di trattamento)

 

Fonte: Fnopi

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