13 maggio 2020

Webinar (parte 2) con l’oncologo Paolo Ascierto, un botta e risposta sugli ultimi sviluppi nella lotta al Covid

L’oncologo dell’ospedale Pascale di Napoli, Paolo Ascierto, simbolo della lotta al coronavirus grazie al Tocivid-19, ha dato la possibilità a giornalisti e medici di confrontarsi con lui. Rcs Salute ha rivolto alcune domande all’oncologo: Un confronto “colorato” e ricco di informazioni utili per tracciare un bilancio sull’andamento della malattia in Italia.

Professore, cosa ritiene sia necessario fare in questa Fase 2 per evitare una nuova impennata di contagi?  

Ascierto: “In questo momento i controlli rappresentano l’aspetto più importante. La conoscenza degli infetti è importantissima: chi è stato infettato dal virus deve essere isolato per evitare una nuova ondata. L’idea sarebbe fare tamponi a tutti, ma questo purtroppo non è possibile per una serie di motivi. Per questo ci stiamo affidando alla sierologia, che ci consente di sapere chi è stato infettato e quindi potremmo adottare tutte le dovute precauzioni del caso, come stiamo facendo al Pascale”.

È immaginabile che sia necessario, in particolare per chi ha anziani in casa, avere un saturimetro a disposizione come campanello d’allarme?

Ascierto: “Ritengo che, qualora ce ne fosse la possibilità, avere un saturimetro in casa male non è. Ovviamente se stanno bene non c’è la necessità di utilizzare questo strumento, ma qualora si dovessero manifestare dei sintomi, in quel momento, un monitoraggio della saturazione diventa fondamentale”.

Professore, in questo preciso momento ognuno è impegnato nella ricerca di una cura o vaccino contro il Covid, secondo lei, la sanità come deve gestire l’approccio tra paziente e cura?

 Ascierto:Il Pascale e l’Azienda Ospedaliera dei Colli hanno trovato una soluzione vincente unendo le forze, e il Cotugno e il Monaldi hanno molta esperienza ormai nella cura dei malati Covid. Unire le forze rendere possibile l’utilizzo di strategia vincenti. Per questa malattia c’è la necessità di avere una serie di trattamenti a disposizione, i pazienti non sono tutti uguali e il Tocivid-19, ad esempio, deve essere usato in determinati casi legati alle difficoltà respiratorie. Sono sicuro che un vaccino l’avremo, anche se ci vorrà ancora tempo: è vero che si tratta di un virus che muta, ma non è come l’Hiv, per cui non è mai stato realizzato un vaccino. In questo momento le aziende farmaceutiche, avendo un background importante sulla Sars, sono già a lavoro per neutralizzare in via definitiva il virus". 

Webinar con l'Oncologo Palo Ascierto 

 

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