11 maggio 2020

Lombardia. Follia Covid, positivo al virus travolge con l’auto ciclista in strada e rischia di contagiare gli agenti

Ancora una volta le notizie più folli relative al coronavirus arrivano dalla Lombardia. Questa volta un sessantenne di Dervio (Lecco), positivo al Covid, ha prima investito con l'auto sulla quale viaggiava con la moglie che, teoricamente in quarantena, un ciclista senza fermarsi a prestare soccorso e poi entrambi sono rimasti per un'ora a contatto con gli agenti della Polizia Locale, senza rendere note le loro condizioni di salute.

Sull'accaduto ora la Procura di Lecco ha aperto un preliminare d'inchiesta. Gli agenti sono intervenuti a Dervio per indagare sull'incidente che è costato ferite guaribili in 15 giorni al ciclista. Dopo le indagini con le immagini della videosorveglianza sono riusciti a risalire alla targa dell'auto e alla proprietaria e tre agenti si sono recati nell'abitazione della signora che vive con il marito. I due sessantenni sono rimasti circa un'ora a contatto con i vigili, inizialmente presentandosi anche senza mascherine e non hanno riferito di essere uno positivo e l'altra in quarantena. E ora anche gli agenti sono in quarantena.

In Lombardia controllo della temperatura su chi va a lavoro

I dati del coronavirus in Lombardia "sono positivi. Il +18 delle terapie intensive è un dato tranquillo, su 5000 persone ricoverate può essere che qualcuno si aggravi ma non è quello un campanello d'allarme. Finché i dati continuano a ridursi così, la situazione è positiva". Lo ha spiegato l'assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera. E ha aggiunto: "Il meccanismo dell'obbligo di misurare la temperatura nei luoghi di lavoro, che si avvia da oggi, sarà utilissimo perché ci darà un dato preventivo rispetto all'accesso in ospedale. Quindi ci aiuterà molto a governare la diffusione del virus".

A Brescia i primi funerali Covid  

All'interno del cimitero della Volta, quartiere di Brescia, sono state tumulate 60 urne cinerarie di altrettante vittime del Covid. Si tratta del primo rito funebre dall'inizio dell'emergenza. Il vescovo di Brescia Pier Antonio Tremolada ha citato uno dopo l'altro i nomi delle 60 vittime e poi ha benedetto le urne.

Nei prossimi giorni lo stesso avverrà negli altri cimiteri della città, che sono ancora chiusi al pubblico. Il 12 maggio oltre cento persone, morte durante l'emergenza, saranno seppellite nel cimitero monumentale di Brescia.

Fonte: Ansa

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