11 maggio 2020

Fase 2, protezione e ricerca anti COVID-19: l'intervista al Presidente Nazionale della Sis 118

L'intervista a Mario Balzanelli, Presidente Nazionale della Sis 118, che fa una panoramica a 360° su quella che è attualmente la situazione legata al Coronavirus in Italia: dalla protezione al contagio, ecco l'opinione del numero uno del 118. 

Come parte questa fase 2?

"Non so se si possa parlare di “fase 2” in condizioni di reale sicurezza per tutti. In alcune regioni siamo ancora, direi pienamente, nelle esigenze di lockdown peculiari della fase 1. Non circoscrivere quali “zone rosse” le regioni con numero giornaliero di morti e di contagi ancora altissimo significa esporre, in concreto, ad un rischio potenzialmente incontrollabile di contagio, anche tutti gli altri. Una scelta tecnica che ritengo strategicamente inappropriata. Come ci si può proteggere efficacemente dal contagio? Intanto evitando comportamenti irresponsabili, che – stando a quanto emerge chiaramente in questi giorni – si stanno evidenziando un po’ dappertutto", specifica Balzanelli.

!Le strade sono strapiene, moltissimi sono gli assembramenti e pochissimi indossano le mascherine. Si pensi alla moda dei “COVID Party” che i giovani organizzano in USA, con il preciso obiettivo di infettarsi e di sviluppare gli anticorpi. Il concetto chiave è semplice: sottovalutare COVID-19 è una follia perché COVID-19 può uccidere. Indispensabile sviluppare, all’esatto contrario, da subito, una piena consapevolezza riguardo il fatto che la pandemia è tutt’ora in corso e questo postula la necessità di uscire e di avere contatti il meno possibile, anche se con l’approssimarsi della stagione estiva diventa obiettivamente arduo rispettare queste limitazioni. Lei ha proposto l’obbligatorietà delle visiere para-droplets - prsegue Mario Balazanelli -. Quali i vantaggi? Utilizzando le visiere para-droplets, in aggiunta alla mascherina, che schermano completamente occhi, naso e bocca, costano pochissimo e non devono essere sostituite, sarà possibile essere protetti in modo estremamente efficace dal contagio, anche laddove non si possano rispettare gli obblighi di distanziamento interpersonale, ad esempio in caso di specifiche esigenze lavorative".

"Auspico che la mia proposta al Presidente del Consiglio dei Ministri Conte ed al Ministro della Salute Speranza di rendere obbligatorio l’uso delle visiere para-droplets possa essere accolta quanto prima, anche perché ho fiducia che le persone possano dotarsi, come stanno già facendo, di visiere indipendentemente dai provvedimenti legislativi - colcunde -. Se tutti le utilizzassero metteremmo, da subito, in reale sicurezza una popolazione intera potendo riprendere a vivere, in modo assai significativo, più “normalmente”, con tutti i benefici, anche per l’economia nazionale, che ciò comporterebbe".

Vi sono novità sul fronte delle cure?

"La ricerca internazionale sta profondendo il meglio di se stessa per arginare la pandemia e sconfiggere COVID-19. Si stanno impiegando, con percentuali significative di successo terapeutico, anticorpi monoclonali, quali il tocilizumab (Ascierto, 2020), antivirali, quali il Remdesivir, mentre in tutta la comunità scientifica internazionale si sta lavorando ininterrottamente alla realizzazione di vaccini, ancora in fase di sperimentazione, che potremmo avere disponibili, qualora i test ne documentino efficacia e sicurezza, in tempi non troppo lontani. Risultati particolarmente promettenti si stanno conseguendo mediante l’utilizzo di plasma iperimmune, che sostanzialmente mette a disposizione del sistema immunitario dei soggetti infetti gli anticorpi dei pazienti guariti, in grado di neutralizzare il virus, come verificato a Mantova e Novara ed ora già attivato anche in Puglia".

Lei ha un passato da ricercatore?

"Ho sempre avuto una passione notevole per la ricerca scientifica. In un precedente periodo della mia vita professionale, quando lavoravo preso l’IRCCS Casa Sollevo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo, proposi e partecipai ad alcuni studi inediti sugli stati di shock primitivamente non settici e sulla Sindrome da Disfunzione Multiorgano (MOFS) - la rilfessione di Balzanelli -. Da circa 2 anni collaboro, culturalmente, con la Dott.ssa Jolanda Spadavecchia (ricercatrice CNRS all’Università Sorbonne, Paris Nord) per la realizzazione di nanodispositivi medici innovativi anticancro. Sulla base del nostro “background” scientifico e medico, qualche settimana fa, in collaborazione con la Dott.ssa Muriel Derrien (immunologa, virologa e specialista in malattie infettive), abbiamo depositato a Parigi un brevetto internazionale (PCT/2020/000117)".

"Individua una associazione nutraceutica potenzialmente dotata di potente azione combinata antivirale, antiossidante, fibrinolitica e vasodilatante nei confronti di COVID, per la cui sperimentazione abbiamo raccolto, come SIS 118, la disponibilità del Professore Ordinario di Anestesia e Rianimazione - Terapia Intensiva dell’Università Campus Biomedico di Roma, prof. Felice Agrò, e per la cui sperimentazione “in vitro” nei confronti dei coronavirus Sars-CoV-1, MERS e PDEV (che sono i virus “progenitori” del Sars-Cov-2), abbiamo raccolto la disponibilità del Direttore dell’Istituto di Genetica ed Immunologia della Facoltà di Medicina di Ho Chi Minh City, Prof. Pham Hung Van", conclude.

Taranto potrà avere un ruolo attivo nella ricerca scientifica anti- COVID-19?

"Insieme con il Direttore Generale e la Direzione Strategica della Azienda ASL di Taranto - prosegue Mario Balzanelli, e i Direttori delle Unità Operative quotidianamente impegnate nella gestione di COVID-19 stiamo valutando, in questi giorni, la possibilità di varare percorsi unitari e condivisi, a livello multidisciplinare e multiprofessionale integrato, di ricerca scientifica di altissimo livello che valorizzino, laddove realizzati e supportati dai risultati, le nostre intuizioni ed i nostri contributi". 

(Mario Balzanelli, Presidente Nazionale della Sis 118)

 

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