07 maggio 2020

Bergamo. Se ne vanno militari e medici russi dalla città simbolo del Covid, barlume di speranza per i cittadini

 È il giorno dei saluti, forse dell’arrivederci, chissà. Dopo oltre un mese e mezzo il contingente sanitario militare russo arrivato in Lombardia per aiutare nell’emergenza coronavirus saluta e si prepara al rientro. Il commiato va in scena nei saloni dell’hotel Excelsior San Marco, in centro a Bergamo, dove buona parte dei militari – medici, sanificatori, infermieri specializzati – ha soggiornato in questo periodo. “Oggi iniziamo a ritirare le unità militari dall’Italia”, aveva annunciato alla vigilia il ministro della Difesa russo Serghei Shoigu.

Dunque, tutti ricorderanno le immagini di quegli stessi camion militari che ora vanno via, in precedenza trasportare le salme delle vittime Covid fuori dalla città. Si trattava di immagini scioccanti, ma che adesso possono fare spazio a un altro scenario: quello dei militari che vanno via, ma stavolta senza feretri dalla città di Bergamo.

Il personale medico russo era Sbarcato all’aeroporto di Orio al Serio tra il 20 e il 25 marzo, gli specialisti militari arrivati da Mosca hanno dato un grande supporto nelle province di Bergamo e Brescia. Negli ospedali ma soprattutto nelle Rsa, i luoghi dove il Covid 19 ha fatto strage: più di cento quelle sanificate, tra le valli bergamasche e la bassa bresciana. Una parte del contingente ha svolto il servizio nell’ospedale da campo allestito dagli alpini nella Fiera di Bergamo, altri all’ospedale Papa Giovanni XXIII.

Insomma, un vero e proprio barlume di speranza in una delle città maggiormente martoriate dal virus: infatti, sebbene attualmente il trend dei decessi e nuovi positiva sia rincuorante in Bergamasca sono 3.008 i morti per coronavirus.

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