28 aprile 2020

Il caldo ci può salvare dal virus, i virologi di tutta Italia hanno pochi dubbi: un valido alleato

Dall’inizio di questa burrascosa emergenza sanitaria ci siamo domandanti un’infinità di volte quali sono e perché ci sono luoghi dove il coronavirus ha fatto più fatica a fare presa sulla popolazione locale. E sì, una delle risposte è senza dubbio legata al fattore meteo, proprio come oggi rivelano i virologi in maniera dettagliata: le temperature estive indeboliscono il coronavirus, che oltretutto fa parte dello stesso ceppo virale dell'influenzale. Dunque, in parole povere, è difficile ammalarsi di influenza di estate.

 Il parere degli esperti

"Non ci resta che sperare che il caldo uccida il virus" afferma Andrea Crisanti, virologo dell'università di Padova, il modo in cui è stata impostata la fase 2 è "senza criterio scientifico". "Non vedo il razionale - spiega all'Adnkronos Salute -. Basti pensare a un dato: abbiamo chiuso l'Italia con 1.797 casi al giorno e la riapriamo tutta quanta insieme con 2.200. Una cosa senza metrica".

L'epidemia, osserva il responsabile del Laboratorio di microbiologia e virologia delll'Azienda ospedaliera di Padova, "segue le sue dinamiche, ha un sua logica e noi invece mi sembrerebbe di no. Ci si è mossi senza considerare le differenze regionali, senza valutazioni del rischio. E' chiaro che il rischio è diverso tra regione e regione e non è uno dei fattori che viene valutato. In questo modo avremmo potuto testare la capacità di reazione, differenziare e gradualmente aprire tutto il resto".

Uno studio presentato il 24 aprile dal sottosegretario alla sicurezza interna Usa alla Casa Bianca mostrerebbe che il virus soffre il caldo umido. Al chiuso, con 24° e 20% di umidità può resistere su una superficie per 18 ore, con 35° e un tasso di umidità dell'80% la sua permanenza non supera l'ora. Se poi si è al sole bastano 24° e lo stesso livello di umidità perché scompaia in due minuti. Così Walter Ricciardi, presidente Istituto Superiore Sanità in un'intervista a "La Stampa". “Poi vedremo a giugno quando con il caldo umido il virus potrebbe attenuarsi”. 

Estate al mare (?)

Per quanto riguarda la stagione balneare 2020 per il governo non ci sono troppi dubbi: i tuffi sono concessi e a dire il vero, nel lungo decreto appena firmato dal prmier Giuseppe Conte, c’è già la possibilità – per chi risiede vicino al mare – di concedersi una giornata in spiaggia. Mentre, per quanto riguarda l’accesso agli stabilimenti balneari resta ancora tnata confusione e in particolare relativi all’utilizzo di barriere di plexiglass tra i lettini.

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