24 aprile 2020

Psicosi 5G, a Maddaloni bruciate le antenne telefoniche: danni per migliaia di euro

Come è ormai noto, in molti hanno iniziato a puntare il dito contro il 5G – la linea ultraveloce recentemente sbarcata in Italia – considerandola la causa scatenante del coronavirus. Questa teoria, dal sapore complottistico, è stata largamente smentita dalla comunità scientifica, ma alcuni cittadini della provincia di Caserta hanno voluto “essere sicuri”, decidendo di bruciare le antenne telefoniche. Secondo alcuni residenti, infatti dietro l’incendio doloso ci sarebbero persone preoccupate per l’installazione di antenne 5G, la nuova tecnologia che tanto sta facendo discutere (e preoccupare) la popolazione mondiale.

Ai complottisti dispiacerà sapere che quelle andate a fuoco a Montedecoro sono antenne del 3G e del 4G. Il fatto è stato segnalato da WindWorld, un portale web per appassionati di telefonia e reti telefoniche. Come facilmente immaginabile, per diversi giorni gli utenti Wind e Iliad di Maddaloni e dintorni non hanno potuto effettuare chiamate o andare su Internet sfruttando la connessione dati del proprio cellulare.

Secondo la ricostruzione dei fatti da parte delle forze dell’ordine, Il 10 aprile qualcuno ha scavalcato le recinzioni, ha cosparso le antenne di benzina e ha appiccato il fuoco. Un danno grave per l’azienda e di riflesso per gli utenti di Wind/Iliad, per giorni impossibilitati a connettersi. Sono episodi che capitano molto raramente, dunque è più che probabile che qualcuno abbia pensato che quelle antenne fossero 5G e gli abbia dato fuoco per paura di danni alla propria salute.

Fonte: Windword

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