22 aprile 2020

Il Regno Unito accelera sul vaccino, partono i test sull’uomo: “Abbiamo l’80% di possibilità di riuscita”

È tutto pronto per avviare la sperimentazione del vaccino sull’essere umano. A dichiararlo è stato il ministro alla Salute britannico, Matt Hancock, in conferenza stampa, quando ha annunciato al mondo: “È il modo migliore per sconfiggere il coronavirus”. A realizzare e sperimentare il vaccino sono l’Università di Oxford e l’Imperial College di Londra in collaborazione con l’azienda di Pomezia Advent-Irbm che ha prodotto materialmente i campioni che proprio da domani saranno sperimentati sugli esseri umani. Il governo Johnson stanzierà altri 20 milioni per Oxford e oltre 22 per l’Imperial College, ha annunciato ieri sempre Hancock, a conferma delle reali intenzioni dell’esecutivo.

C’è ottimismo. Tanto che alcuni scienziati dell’università di Oxford già parlano di 80% di possibilità di riuscita. È la prima volta che in Regno Unito si sperimenta un potenziale vaccino contro il Covid 19 sugli umani, come da qualche settimana sta accadendo anche in Cina e Stati Uniti su un totale di una settantina di terapie in fase di sviluppo nel mondo da parte delle case farmaceutiche. Oxford e Imperial College stanno cercando circa 500 persone delle zone di Londra, Bristol e Southampton, sane e di età comprese tra i 18 e i 55 anni, per sottoporsi alla sperimentazione.   

L'amministratore delegato del laboratorio di Pomezia Advent-Irbm, Piero Di Lorenzo, aveva dichiarato all’Ansa qualche giorno fa che “si è deciso di passare direttamente alla fase di sperimentazione clinica sull'uomo in Inghilterra ritenendo, da parte della Irbm e della Oxford University, sufficientemente testata la non tossicità e l'efficacia del vaccino sulla base dei risultati di laboratorio, che sono stati particolarmente efficaci”. "Una volta che la fase del test sugli esseri umani sarà conclusa”, ha spiegato a Repubblica Matteo Liguori, managing director della Irbm, “si partirà con una campagna vaccinale sulle persone più esposte al rischio, come gli operatori sanitari e le forze di polizia".

Fonte: La Repubblica

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