14 aprile 2020

Vaccino coronavirus, in Italia arriverà entro il mese di settembre: accelerati i tempi per i test sull'uomo

Nel campo medico scientifico si sono fatti passi avanti nella ricerca di un vaccino contro il nuovo coronavirus, infatti inizieranno a fine aprile in Inghilterra i test accelerati sull'uomo - su 550 volontari sani - del prodotto messo a punto dall'azienda Advent-Irbm di Pomezia insieme con lo Jenner Institute della Oxford University.

Il vaccino attualmente allo studio nei laboratori di Pomezia "è un candidato promettente", ha detto Gianni Rezza dell'Istituto superiore di sanità, rispondendo a una domanda nel corso della conferenza stampa alla Protezione civile sull'emergenza coronavirus. "Sui vaccini - ha spiegato - c'è un'accelerazione dei tempi, quello in sperimentazione a Pomezia è un vaccino vettoriale che usa una piattaforma già usata per ebola. Si potrebbe avere un vaccino non particolarmente innovativo ma che è già stato usato. Il vantaggio sarebbe di poter accelerare i tempi magari comprimendo le fasi di sperimentazione".

Due giorni fa, durante la conferenza stampa della Protezione civile, Alberto Villani, presidente della Società Italiana di Pediatria, aveva sottolineato che "normalmente il tempo per arrivare a un vaccino che venga commercializzato è di 2-3 anni, si fanno una dozzina di linee di ricerca. In questa occasione penso - aveva detto - "i tempi saranno più brevi, non possiamo ancora fare previsioni ma saranno più rapidi". Dunque, un faro nell'oscurità arriva dalla collaborazione scientifica tra l'Italia e l'Inghilterra che, dovrebbe essere il primo paese Ue a sperimentare il vaccino sull'uomo entro aprile. Successivamente, in caso di esiti positivi, il vaccino passerà al vaglio dell'Oms, l'Aifa e dell'Iss, per renderlo finalmente accessibile a tutti. 

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