10 aprile 2020

Il Cotugno e la Federico II fanno scuola nella cura al virus, le due eccellenze di Napoli aiuteranno tutti i presidi sanitari

Le buone pratiche mediche contro Sars-Cov-2, sviluppate al Cotugno e all’Università Federico II (apprezzate a livello nazionale e internazionale) saranno condivise da tutti i centri Covid center della Campania attraverso un piano di formazione a distanza a cui sta lavorando l’unità di crisi regionale. La premessa del progetto risiede nelle percentuali di guariti, nel basso numero di decessi e nella quasi trascurabile quota di contagiati in corsia registrati appunto al Cotugno e nella rianimazione del Policlinico ma anche all’ospedale di Pozzuoli.

Dati da tradurre ora in linee guida cliniche e in piani e programmi diagnostico terapeutici ad hoc che, in una malattia nuova, fatta di tante ipotesi ma di poche certezze, sono i presupposti di un vantaggio da non lasciarsi sfuggire. Un confronto simile, il Cotugno, lo ha già attuato nei giorni scorsi con la realtà sanitaria cinese, un convegno virtuale a cui hanno partecipato medici e manager dell’azienda dei colli e gli omologhi di Shangai e Wuhan.

Nell’approfondimento scientifico da organizzare ora in Campania una fetta dell’attività di formazione sarà dedicata anche ai medici di medicina generale e ai centri di assistenza distrettuali deputati alla presa in carico e alla corretta gestione precoce dei malati a domicilio che attualmente lascia molto a desiderare ma su ci si giocano molte carte per la guarigione senza conseguenze più gravi. Una fase della malattia che, nell’esperienza cinese, si avvale invece di ospedalizzazioni a bassa intensità di cura.

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