10 aprile 2020

Dovrebbero essere considerati eroi in camice bianco, ma a Napoli è partita la discriminazione contro i medici

Si tratta di chi è impegnato in prima linea in questa lunga battaglia contro il coronavirus, ovvero i medici e gli infermieri dell'azienda ospedaliera dei Colli di Napoli, tra cui gli operatori sanitari del Cotugno – ospedale d’eccellenza nella gestione del Covid-19 -. Ora, la riconoscenza verso questi eroi sembrerebbe essere passata in secondo piano, perché come hanno denunciato gli stessi medici e infermieri, sono stati destinatari di offese e trattati come untori, quando tornano nei rispettivi luoghi di residenza.

Questa triste notizia è trapelata direttamente dagli sfoghi del personale sanitario, che ha denunciato un clima pesante nei loro confronti corredato di episodi sgradevoli da parte degli altri condomini. Ovvero nelle rispettive residenze, non vengono più considerati dei guerrieri in trincea ma degli “appestati”. Si tratta davvero di una circostanza spiacevole e sgradevole perché, se non fosse per il durissimo lavoro portato avanti dai medici in questa lunga emergenza, la conta delle vittime per coronavirus sarebbe senza dubbi un vero e proprio disastro.  

A difendere gli uomini in camice bianco è il direttore generale dell'azienda ospedaliera dei Colli, Maurizio Di Mauro, che ha raccolto in corsia la frustrazione dei colleghi. “Se fosse possibile - ha detto - li abbraccerei uno ad uno. Stanno facendo un lavoro senza sosta e impeccabile, ma forse qualcuno non l'ha capito. Non è giusto vengano discriminati o trattati come gli untori perché lavorano con i malati Covid, e salvano delle vite. È inaccettabile. Ho appreso di alcuni episodi di discriminazione che rappresentano un brutto segnale per chi in queste ore sta dando tutto. Ora più che mai ci stringiamo attorno ai nostri operatori”.

Dunque, nel momento più difficile di sempre per i medici, arrivano anche episodi di discriminazione che lasciano l’amaro in bocca: a oggi gli operatori sanitari deceduti per covid-19 sono oltre 105 e purtroppo l’ecatombe potrebbe ulteriormente allargarsi nei prossimi giorni, quindi è il momento di difendere i medici, sia fornendo loro adeguati dispositivi di sicurezza in corsia, sia trattandoli per quello che sono: degli eroi al tempo del coronavirus.

Condividi su:



Articoli Correlati