04 aprile 2020

In trincea al Nord, Elisabetta, lotta in prima linea nell’emergenza coronavirus: "Ho paura ma non mollo"

Avrebbe potuto scegliere di tornare a casa, di lasciarsi alle spalle questa battaglia per correre dai suoi cari a Ercolano, dove avrebbe trascorso la quarantena in tranquillità tra l’affetto dei suoi genitori, ma Elisabetta ha accettato la sfida, ha indossato i guanti e il camice e senza esitare si è dedicata alla battaglia al coronavirus, in uno dei tanti ospedali diventati “Covid” di Milano, la Clinica San Carlo.

Lei, appena 32 anni, da poco specializzata in cardiologia all’Università senese di Siena, con specifiche mansioni, è la figlia di Carmela Saulino, assessore agli Anziani della giunta del sindaco Ciro Buonajuto. Elisabetta ha seguito le orme della mamma, anch’essa cardiologa, e dopo il giramento d’Ippocrate, avvenuto appena nel 2019, è stata immediatamente chiamata in trincea, ovvero dispiegata al reparto Covid della clinica San Carlo. Da quando è iniziata l’emergenza sanitaria, Elisabetta non si è mai fermata, non ha mai dato segni di cedimento nonostante la stanchezza per gli infiniti turni di notte e quella “maledetta” paura del contagio, e infatti continua a lottare.

Sono distrutta, stanotte non ci siamo fermati un istante – il messaggio che arriva all’alba sul cellulare della mamma -. La situazione fa paura, ci sono pazienti che sembrano stare bene, ma poche ore dopo crolla la saturazione e se ne vanno in un attimo. Ora cerco di riposare che domani si ricomincia presto”. Una battaglia che dura ormai da settimane, soprattutto in una clincia come quella in cui lavora Elisabetta, in Lombardia, regione focolaio del virus, trovatasi improvvisamente a combattere contro il mostro.

È l’orgoglio dei suoi genitori, una guerriera nata che ha abbracciato il peso della responsabilità e insieme ai suoi colleghi, ora è diventata un punto di riferimento del reparto covid del San Carlo: alternandosi con turnazioni, gestiscono oltre 50 pazienti al giorno e all’inizio dell’emergenza, raccontava: “Non abbiamo neanche le giuste protezioni, ci stiamo arrangiando come possiamo, siamo molto esposti – lo sfogo con la mamma -. Ma non posso tornare, ho paura ma il mio ruolo è questo ed è questo il posto in cui devo stare”, ha raccontato ai suoi genitori e in aprticolare alla mamma, che comprensibilmente ora aspetta che la notte passi per avere notizie di sua figlia. All’alba finalmente arriva il suo messaggio, poche parole con cui racconta l’infinita giornata passata ad aiutare i pazienti affetti da coronavirus, con la paura del contagio e di vedere vite scivolargli tra le mani.

Proprio in questi giorni l’assessore Carmela Saulino, anch’essa impegnata in questa battaglia, in particolare per quanto riguarda l’aiuto agli anziani di Ercolano – spesso lasciati soli e impauriti – ha postato una foto della figlia in trincea, mascherina e guanti, ma con il sorriso: “Siamo tuti con te” ha scritto, “Sei il nostro orgoglio” ha aggiunto. “Sono giorni difficili – racconta l’assessore Carmela Saulino – chi vive questa situazione in prima linea, purtroppo, si trova in una situazione drammatica. Elisabetta è una ragazza coraggiosa e non avrebbe mai scelto di mollare, siamo in ansia ma estremamente fieri di lei. Anche mio marito, operatore del 118, ora dorme da venti giorni lontano da casa perché ha il timore di contagiare me e il resto della famiglia. Ci troviamo davanti a uno scenario difficilissimo, ma stiamo lottando”. Insomma, una famiglia impegnata in prima linea nella lotta al virus, una famiglia che riempie di orgoglio Ercolano.

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