03 aprile 2020

Filippine shock, il presidente Duterte alla Nazione: “Sparate a chi infrange la quarantena”, luce verde ai militari

In questi ultimi mesi di emergenza sanitaria abbiamo visto il mondo a confronto, da paese a paese sono emerse le misure adottate per contenere il coronavirus. L’occidente si uniformato sul "lockdown", con sanzioni e denunce per chi infrange la quarantena, mentre i paesi asiatici hanno fatto discutere per i metodi drastici adottati: in Cina divieto totale di uscire, gente prelevata dalle proprie abitazioni e restringimenti record. In India, la polizia è autorizzata a ferire con bastoni chi viene sorpreso senza valido motivo in strada e infine, arriva il messaggio delle Filippine, il cui presidente ha dato luce verde ai militari a sparare contro chi infrange i divieti.

Infatti, il presidente Rodrigo Duterte, durante un discorso alla nazione di ieri sera ha letteralmente ordinato alla polizia di sparare ai cittadini che violano le regole della quarantena, imposta per contenere la diffusione dell'epidemia. La violenta minaccia arrivata dal presidente segue l'arresto di 21 persone, scese in strada a Quezon City, sull'isola di Luzon, per chiedere aiuto al governo sullo sfondo della crisi provocata dall'epidemia. La polizia ha detto che la protesta non era autorizzata, ma secondo il sito Rapper non è chiaro se tutti i partecipanti stessero manifestando o se qualcuno semplicemente fosse in cerca di cibo. Ci sono preoccupazioni crescenti nel Paese su come le fasce più povere della popolazione potranno sopravvivere al mese di lockdown imposto sull'isola di Luzon molto popolata, dove si trova anche la capitale Manila.

Duterte ha invitato i cittadini ad aspettare l'assistenza del governo, assicurando che "Anche se in ritardo, arriverà e nessuno morirà di fame". Il presidente ha avvertito che il rispetto delle misure di quarantena sarà severamente controllato: "I miei ordini alla polizia e ai militari è di sparare. Piuttosto che creare problemi, vi manderò nella tomba", ha ammonito Duterte.

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