31 marzo 2020

Scuole chiuse, diventa realtà l’ipotesi che l’anno scolastico sia già terminato, il ministro fa il punto della situazione

Torna a parla il Ministro dell’istruzione Lucia Azzolina, che chiarisce alcuni dubbi in merito alla riapertura delle scuole, che sicuramente non avverrà il 3 aprile come previsto. I tempi tecnici esatti non sono stati ancora decisi ma ciò che è sicuro è che la riapertura è ancora molto lontana. Infatti, diventa sempre più reale e concreta l’ipotesi che, l’anno scolastico 2019/20 si sia chiuso a marzo, per quanto riguarda la formazione in aula.

Il Ministro ha spiegato che non ci sarà nessun ritorno in aula a luglio – come ipotizzato inizialmente – e che dunque, al di là delle lezioni online, l’anno scolastico potrebbe vedere un ritorno in aula solo per chi deve svolgere l’esame di maturità. “Gli studenti e il personale torneranno a scuola quando le autorità sanitarie ci diranno che non ci sono rischi. L’importante è lavorare su tutti gli scenari possibili”, ha riferito il Ministro Lucia Azzolina.

Per quanto riguarda il sei politico, fortemente chiesto da genitori e alunni, il Ministro si è detta contraria: “Ci sono indicazioni che abbiamo già dato, altre le comunicheremo a breve. Il percorso di uno studente è un percorso lungo, che è iniziato a settembre e, se parliamo dei maturandi, è iniziato cinque anni fa. Ho piena fiducia negli insegnanti che conoscono bene i propri studenti e sono perfettamente in grado di valutarne l’apprendimento”.

Alcune scuole proseguono senza problemi con la didattica a distanza, altre invece no, Azzolina è fiduciosa: “Non tutto è perfetto ma ora il nostro compito è non abbandonare i ragazzi! Abbiamo stanziato 85 milioni per le piattaforme della didattica a distanza, ma, soprattutto per far sì che le scuole possano dare pc e tablet ai ragazzi meno abbienti - ha specificato il Ministro -. E per le scuole del I ciclo ci sono mille assistenti tecnici informatici in più che stiamo assumendo per l’emergenza: daranno una mano ai docenti. Dobbiamo stimolare la didattica a distanza come stanno facendo tutti gli altri Paesi europei che hanno chiuso le scuole. Poi, con una buona programmazione, gli insegnanti riusciranno a riprendere il percorso scolastico in aula. Abbiamo intanto escluso la presenza nelle aule a luglio”.

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