02 aprile 2020

Matrimoni e preghiere al tempo del coronavirus, arriva il “si” del Viminale, ma ci sono delle regole da rispettare

Anche ai tempi del coronavirus è concesso sposarsi in chiesa, battezzare il proprio bambino, recarsi a pregare o partecipare al funerale di un congiunto stretto. Dopo giorni di polemiche e di dubbi, finalmente il Viminale ha dettato le “nuove linee” guida per regolamentare l’accesso in chiesa e i riti, come i matrimoni e i battesimi. Infatti, le regole per gli accessi alla chiesa, al tempo del coronavirus, sono state definite dal Viminale che ha diffuso una nota a tutti i vescovi, da applicare nelle 220 diocesi italiane, uniformando così i comportamenti individuali e collettivi dei fedeli.

A richiederle era stata la Conferenza Episcopale Italiana, perché in queste tre settimane di isolamento forzato si sono verificati episodi spiacevoli, come una coppia che nel napoletano è stata denunciata con il parroco perché battezzava il suo bambino. Per le forze dell’ordine si trattava di un assembramento non autorizzato e dunque pericoloso per la salute pubblica. Allo stesso modo è stata fatta luce sulla grande questione dei matrimoni in chiesa. Il Viminale ha spiegato che sono permessi ma a condizione che il rito si svolga, “Alla sola presenza del celebrante, dei nubendi e dei testimoni e siano rispettate le prescrizioni sulle distanze tra i celebranti”.

Dunque, niente feste, niente damigelle bensì mascherine e precauzioni. Si può anche andare a pregare. Tuttavia. “Al fine di limitare gli spostamenti dalla propria abitazione è necessario che l’accesso alla chiesa avvenga solo in occasione di spostamenti determinati da comprovate esigenze lavorative, ovvero per situazioni di necessità”. In sostanza, si può andare in chiesa solo sulla strada che conduce al lavoro o al supermercato o alla farmacia. Mentre per quanto riguarda i matrimoni, funerali e i battesimi, i riti sono consentiti solo se presenzieranno i diretti interessati, rigorosamente muniti degli appositi strumenti di prevenzione – mascherine e igienizzanti – e ovviamente la classiche feste sono abolite.

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