30 marzo 2020

Da Londra nuova lettera del terrore, Johnson: "Preparatevi perché il peggio deve ancora venire"

A utilizzare parole di terrore è ancora una volta il primo ministro inglese, che dall’isolamento scrive ai cittadini per avvertire che l’emergenza sarà lunga e la situazione, "Peggiorerà prima di migliorare". Boris Jhonson ha parlato di una guerra in corso, di una situazione che provocherà e sta provocando migliaia di vittime. Sì, è proprio lui ora a essere preoccupato, per altro, dopo aver contratto il coronavirus. 

Londra in assetto di guerra

Le forze armate disseminate in centri strategici di coordinamento per la distribuzione di cibo, medicinali e materiale protettivo, alcuni parchi che chiudono. L’assetto in Gran Bretagna è ormai da guerra, ha sottolineato ieri il ministro per le comunità e le regioni Robert Jenrick, cui è stata affidata la conferenza stampa giornaliera: "Mai in tempo di pace abbiamo adottato misure simili". L’emergenza è mondiale e, in Gran Bretagna come altrove, non passerà in fretta.  

Se il premier aveva chiesto a tutti di stare a casa per tre settimane, Harries ha sottolineato ieri che nei prossimi giorni la situazione verrà riesaminata, che ci vorranno tra 3 e 6 mesi per "Appiattire la curva, forse di più", e che è possibile che non si torni alla normalità prima di allora.

L'epidemia inglese

E i numeri lasciano pochi dubbi: 127.723 tamponi, 19.522 positivi, 1.228 decessi (un numero che può nascondere una realtà più seria perché, ha tenuto a precisare Harries nel nome della trasparenza, si riferisce ai morti accertati ed ha almeno 24 ore di ritardo sul totale vero). È per questo che Johnson ha deciso di scrivere a tutti: lo aveva fatto l’ultima volta David Cameron in occasione del referendum sull’Europa. "In poche settimane, la vita di questo Paese è cambiata in modo drammatico. Avvertiamo tutti il profondo impatto del coronavirus, su noi stessi, sui nostri cari e sulle comunità". Johnson ha sottolineato di comprendere i problemi e la paura del Paese sul futuro e sugli effetti economici, ma "Le misure che abbiamo preso erano necessarie". Il peggio, ha precisato, deve ancora arrivare. Johnson non ha escluso di introdurre nuove restrizioni.

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