30 marzo 2020

A Bergamo nessuno dorma con gli occhi aperti, nei reparti di terapia intensiva con la paura di non risvegliarsi più

Purtroppo in questi giorni abbiamo dovuto parlare tanto di Bergamo, forse anche troppo. Il motivo è che questa città è stata flagellata dal coronavirus, i morti sono migliaia e i feretri vengono smaltiti direttamente dai militari dell’Esercito Italiano. Ma c’è un altro aspetto ancora più agghiacciante in questa lunghissima emergenza sanitaria, ovvero all’ospedale Giovanni Paolo XXIII ormai si dorme con gli occhi aperti. Gli ammalati di coronavirus, ricoverati in terapia intensiva, hanno paura di addormentarsi e di non svegliarsi più: a raccontare lo scenario che si vive tra le mura dell’ospedale che a oggi ha 1.000 pazienti ricoverati, di cui la metà affetta da coronavirus è il Tg3.

Nel servizio andato in onda parlano i medici impegnati in prima linea nella sfida più difficile di sempre, quella di salvare le vite di chi sta morendo a causa del virus cinese: “Sono vecchio, pensavo di averle viste tutte ma mi sbagliavo – a raccontarlo è un medico dell’ospedale – I pazienti hanno paura perché tutti sanno, ormai, quanto sia letale questo virus: non chiudono più gli occhi quando dormano, hanno paura di non risvegliarsi”. Nel servizio viene spiegato che alcuni dei pazienti della terapia intensiva, presi dal terrore, cercano di dormire il meno possibile per monitorare costantemente le proprie condizioni di salute. Uno scenario drammatico in ogni suo aspetto.

Tuttavia, questa paura è giustificata ampiamente dai numeri che, purtroppo, parlano chiaro: a Bergamo i pazienti positivi nella giornata di domenica sono 8.527, +178 rispetto a sabato. Insomma, la situazione nella città più colpita di Italia dal Covid-19 continua a essere complicata e drammatica, ma ci sono comunque due notizie positive. La prima riguarda i contagi e la seconda le pompe funebri che nei giorni scorsi aveva interrotto il servizio in città. Ma di fatto, i dati riguardanti i nuovi infetti continuano a calare sensibilmente mentre a partire da oggi, le onoranze funebri riprenderanno a lavorare dopo aver trovato un accordo tra i sindacati per ottenere maggiore sicurezza per gli operatori.  

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