26 marzo 2020

Rivolta nelle carceri, a Napoli arriva la svolta per placare gli animi dei detenuti: termo-scanner in prigione

Napoli ancora una volta compie un passo importante nella lotta al coronavirus e questa volta lo fa per evitare un’epidemia di massa che in un carcere, sicuramente, equivale a una catastrofe. Nei giorni scorsi abbiamo letto di rivolte nelle carceri perché erano state impedite le visite ai detenuti, poi sedate dal decreto “Io resto a casa”. Successivamente gli esperti hanno subito parlato di una nuova emergenza nelle prigioni: casi accertati di Covid-19, e il virus in un carcere difficilmente può essere controllato – spazi angusti e affollati con aree pubbliche per tutti i detenuti – sono apparsi come un vero e proprio incubo per i sanitari. Così, dalla prigione di Poggioreale è arrivata una svolta: è stato installato il termo-scanner grazie al quale sarà possibile analizzare la temperatura di chiunque entri o esca dall'istituto penitenziario.

A rendere nota questa iniziativa l'Uspp. "Diamo atto all'impegno del direttore del carcere, Carlo Berdini, e a quello del provveditore Antonio Fullone - affermano in una nota il presidente dell'Unione Sindacati di Polizia Penitenziaria Giuseppe Moretti e il segretario regionale della Campania Ciro Auricchio - che hanno fatto installare all'ingresso della casa circondariale di Napoli Poggioreale il primo termo-scanner. Sarà in uso per tutte le persone che accederanno nel penitenziario e va ad aggiungersi alla tendostruttura, già istallata, destinata al triage dei detenuti che fanno ingresso nel carcere".

Insomma, Napoli mette ancora una volta una marcia in più in questa lunga battaglia che a oggi ha visto caduti già migliaia di cittadini. La prevenzione in prigione è pvviamente un passo importante, ma chiaramente le visite ai detenuti restano proibite, ma almeno il rischio di un’epidemia nella casa circondariale sembrerebbe una ipotesi allontanata.

Condividi su:



SEGUICI SU:



TAG:



ADS:




Articoli Correlati