25 marzo 2020

Covid-19 e gli effetti devastanti sulla psiche: infermiera di Monza si toglie la vita

Daniela Trezzi aveva 34 anni e lavorava alla terapia intensiva dell’Ospedale San Gerardo di Monza. E si è uccisa. Una giovane vita che decide di troncarsi. Era sotto pressione Daniela, infermiera in uno dei maggiori fronti italiani della pandemia.

Non sono chiare le motivazioni ma di certo lo stress e il dolore quotidiano vissuto in queste ultime settimane ha certamente contribuito a minare il già precario equilibrio di un’anima fragile. L’esito positivo al tampone, la quarantena con sintomi ed il terrore condiviso con gli amici e colleghi di aver potuto essere mezzo di contagio.

Dall’inizio dell’emergenza COVID-19 è la seconda vita recisa (analogo episodio era accaduto una settimana fa a Venezia, con le stesse motivazioni di fondo) e cresce la paura che in queste condizioni di stress, incertezza e carenza di organico possa non essere l’ultimo.

La Federazione degli infermieri piange la scomparsa di una giovane collega. Al fronte di COVID-19 non si muore purtroppo solo per il virus.

Essere un operatore sanitario oggi, medico o infermiere che sia, significa far fronte, a volte senza neanche strumenti adeguati ad un’emergenza sanitaria mai vista prima, ed a una emergenza emotiva che rischia di ingoiare le anime più delicate.

Ma il comparto medico è un comparto di vocazione. Il coraggio, la forza, l’umanità fanno parte della scelta. Una scelta di vita. Nel caso di Daniela, di morte.

Che la sua morte non sia vana, che sia chiara la necessità di sostegno anche psicologico alle figure professionali chiamate a tutela della nostra salute.

Fonte: Assocarenews.it

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