23 marzo 2020

Il Covid-19 arriva senza avvisare. Ma una speranza c’è

La storia dell’atleta Fausto Russo è monito e ispirazione. 38 anni, atleta, giovane, sanissimo, positivo al covid-19. Un racconto straziante, il malore, la notizia della positività, la terapia intensiva col casco pressurizzato, il catetere e tutto l’iter che ne consegue. Una settimana da incubo, di quelle che leggiamo troppo spesso in queste ultime settimane. Durante il ricovero poi però, presso l’ospedale S. Maria Goretti di Latina, gli propongono di aderire alla sperimentazione, frutto di un lavoro sinergico fra l’istituto Nazionale Tumori IRCCS Fondazione Pascale  e il Cotugno di Napoli, del Tocilizumab, un farmaco che come tutti oggi sappiamo in precedenza venisse utilizzato unicamente per la cura dell’artrite reumatoide.

Il nostro atleta accetta, e migliora in una settimana. In realtà è stato rilevato un serio miglioramento già dopo 48 ore e tutto è stato in discesa, al momento è ancora positivo al tampone, ma fiducioso!

Non è chiara la ricostruzione della trasmissione, nessun viaggio o contatto da persone provenienti da zone a rischio. Ma la febbre altissima e le successive complicazioni respiratorie non hanno lasciato molti dubbi.   E’ chiaro che la professione atletica (Fausto è un allenatore) lo porta ad essere a contatto con tante persone quindi difficile davvero ricostruire.

Il suo racconto diventa a metà fra un sentitissimo ringraziamento al Prof. Ascierto e l’intera equipe per aver trovato, quanto meno una possibilità di lotta al Covid-19 che fino a pochi giorni fa faceva vagare l’intero universo nel buio, e metà di appello per tutti a restare a casa, che davvero dinanzi a una sofferenza come quella vissuta sembra tempo donato. Meditiamo.

Fonte: Corriere.it

 

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