20 marzo 2020

Coronavirus. Ricetta dematerializzata: un passo avanti per ridurre i contatti tra medici e pazienti

"È positivo che sia stato firmato il testo ufficiale dell’ordinanza che prevede la ricetta dematerializzata con l'abolizione totale del promemoria cartaceo. Ci siamo impegnati  ad abolire la carta, ridurre la burocrazia, agevolare l'accesso dei pazienti negli studi dei medici di famiglia oltre a ridurre le spese di gestione del cartaceo che in molte regioni sono a carico dei medici. Questa fase emergenziale ha consentito di accelerare  alcune di queste  procedure", così Antonio Barillà, Segretario Regionale del Sindacato Medici Italiani del Piemonte, in una dichiarazione, commenta l’ordinanza della Protezione Civile in merito alla ricetta dematerializzata.

"Questo provvedimento va ancora perfezionato per arrivare completamente alla dematerializzata pura. Noi continueremo a sollecitare il ministro della Salute, Speranza, il Coordinatore Informatico della Conferenza delle Regioni, dott. Ruggeri, che nonostante le perplessità del Garante sulla privacy,  in una condizione di emergenza in pochi giorni sono riusciti a semplificare molto la procedura prescrittiva".

"Per il Sindacato Medici Italiani questa misura contribuirà ad evitare il collasso degli studi medici, ridurre la mobilità dei pazienti semplificare la procedura prescrittiva soprattutto per i cittadini affetti da malattie croniche. La ricetta verrà  rilasciata da tutti i medici del sistema sanitario nazionale dipendenti e convenzionati".

"La prescrizione di farmaci ed esami diventa elettronica con un documento scritto in modalità informatica da un medico prescrittore secondo regole nazionali e regionali.  In questo modo si potrà risparmiare tempo e risorse per la sanità e dedicare più attenzione alla tutela della salute dei cittadini. Meno burocrazia più assistenza, si spera!", conclude Barillà.

Comunicato stampa SMI

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