20 marzo 2020

Coronavirus, il mondo a confronto: 100.000 casi in Europa, ecco le misure di prevenzione adottate da Ue

In questa emergenza sanitaria globale c’è un numero che deve far riflettere l’Unione Europea, centomila. Si tratta dei contagi registrati finora – un numero in costante crescita – che indica un continente schiacciato dal coronavirus. In questi giorni ne abbiamo sentite davvero tutti i colori, dall’Inghilterra che inizialmente aveva ribadito di non voler chiudere, alla Spagna con un morto ogni 15 minuti, l’Italia che ha superato i decessi della Cina – che ricordiamo, ora è fuori dalla pandemia – fino alla Russia che, nonostante gli importanti scambi economici con la Cina, ieri ha dichiarato il primo morto per Covid-19.

Ma soprattutto nel focus c’è l’Europa con i suoi oltre 100mila casi di contagio e gli oltre 7mila decessi: è il continente più colpito dalla malattia, superando anche l’Asia – focolaio del virus – che finora ha fatto registrare 94.253 casi di cui 3.417 decessi.

Snocciolando i numeri apparsi sui vai siti istituzionali dei Paesi Ue, però, si riesce facilmente a capire che l’emergenza coronavirus in Europa è davvero agghiacciante: l’Italia ha toccato il picco dei 40mila ammalati, la Spagna dei 15mila e anche la Francia ruota intorno a questi drammatici numeri, seguiti dalla Germania che si avvicina ai 20.000 ammalati e l’Inghilterra con 3mila casi.

Dunque, si sta verificando quando ribadito dal numero uno mondiale dell’Onu: “Se lasciamo che il virus si diffonda come un incendio, specialmente nelle regioni più vulnerabili del mondo, ucciderà milioni di persone". Lo ha detto il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres.

I decessi in Europa, gli ultimi dati disponibili: il continente più colpito al mondo

La Germania supera la soglia di 10.000 contagi, 22 i decessi.  Lo ha reso noto l'istituto Robert-Koch. Le persone contagiate, in base ai dati ufficiali, sono 10.999 con 22 decessi. Nelle ultime 24 ore sono stati recensiti dall'istituto, incaricato dal Governo tedesco di monitorare l'epidemia, 2.801 nuovi casi. La Renania del Nord-Westfalia  è la regione più colpita con 3.033 casi complessivi. Anche qui misure straordinarie di contenimento, uscite limitate e scuole chiuse.

In Spagna 14.769 casi e 638 morti Continua a salire. il numero dei casi è arrivato a 14.769 mentre i decessi sono saliti a 638. Le aree più colpite - sottolinea El Mundo - sono Madrid con 5.637 casi e 390 decessi e la Catalogna con 2702 contagi e 55 morti. Finora è il paese più impreparato, fino a qualche giorno fa attività commerciali e parchi pubblici ancora in funzione.

Francia: "Proroga blocco totale". Più di 9.000 i contagiati, 264 morti, hanno scatenato una proroga delle misure restrittive in Francia scattate per almeno 15 giorni dalle ore 12:00 di martedì scorso: lo ha detto la direttrice generale di Santé publique France, Geneviève Chene, precisando che bisognerà attendere "tra 2 e 4 settimane" per osservare un cambiamento nella dinamica dell'epidemia del coronavirus. "Siamo in guerra" aveva dichiarato il presidente Emmanuel Macron nel suo discorso alla nazione di lunedì scorso. In Francia ci sono 9.134 contagiati, 264 morti, 3.626 ricoverati di cui 931 gravi.

Belgio: 309 contagi e 7 decessi in 24 ore. Vi sono stati 7 morti e 309 contagi in più nella giornata di ieri, secondo il bilancio reso noto oggi dalle autorità, citato dai media locali. Il totale è di 21 morti e 1.795 contagiati in tutto il paese. Sono ricoverate 634 persone, 187 in più nelle ultime 24 ore: 30 sono in terapia intensiva e 88 in assistenza respiratoria. Nel paese vige da ieri l'ordine di confinamento, almeno fino al 5 aprile. Ai belgi è vietato trasferirsi nelle seconde case.

Gran Bretagna: 20mila militari in campo per lotta all'epidemia La Gran Bretagna per contribuire alla lotta contro l'epidemia di coronavirus.  Lo ha annunciato il ministero britannico della Difesa all'indomani della decisione del primo ministro Boris Johnson di chiudere tutte le scuole del Paese a causa dell'emergenza. Nei giorni scorsi lo stesso Johnson aveva messo in stato di allerta 10mila militari e quindi la nuova misura annunciata dal ministero della Difesa indica un raddoppio delle forze in campo. In Gran Bretagna si contano finora 2.626 casi confermati e 104 morti. Londra inizia a stringere le maglie sull'emergenza coronavirus e annuncia da domani la chiusura di 40 stazioni della metropolitana su varie linee, lo stop totale della linea Waterloo and City e quello pure totale dei servizi notturni della cosiddetta tube, salvo esigenze "essenziali".

Il mondo

L’America, "Il mondo pagherà a caro prezzo il fatto che la Cina ha rallentato la condivisione delle informazioni sul virus". Così Donald Trump, nel corso del briefing quotidiano alla Casa Bianca. "Stiamo lavorando costantemente per sconfiggere il “virus cinese"”, insiste il presidente americano, a voler implicitamente addossare la colpa della diffusione del Covid-19 a Pechino. "Alcuni chiamano il virus un atto di Dio, io no. È un qualcosa che ha sorpreso il mondo. Se l'avessimo saputo prima, se loro l'avessero saputo prima, l'avremmo potuto fermare nel posto da dove è arrivato, che è la Cina". Gli Stati Uniti hanno superato i 13.000 casi di contagio da coronavirus: sono 13.133, raddoppiati in sole 24 ore. Il bilancio delle vittime sale a 193 persone.

La Cina non ha nuovi casi di contagi domestici, ed è una notizia senza precedenti. Zero casi interni. Sono stati invece 34 i casi di positività arrivati dall'esterno (arrivando a 139), l'incremento giornaliero più grande nelle ultime due settimane. Lo ha reso noto la Commissione Nazionale della Salute.

Nuova Zelanda e Australia si blindano: vietato l'ingresso nel Paese a tutti coloro che non sono cittadini o residenti. Il provvedimento, senza precedenti nella storia della Nuova Zelanda, entra in vigore alle 23,59 ora locale. Sono esclusi dal divieto partner e figli di cittadini e residenti nel Paese, ma anche professionisti della sanità. "Proteggere i nostri cittadini dalla Covid-19 è la priorità", ha detto la premier Jacinda Arden. In Nuova Zelanda sono 28 i casi confermati di coronavirus, 18 dei quali segnalati nelle ultime 48 ore.

Corea del Sud. Dopo un momento di speranza in Corea del Sud ci sono 152 nuovi casi, fino a totali 8.565, si è dunque rotta la serie di 4 giorni di fila sotto quota 100. I dati aggiornati a mercoledì del Korea Centers for Disease Control and Prevention (Kcdc) indicano anche 7 nuovi decessi, a 91 complessivi. Il 60% dei contagi fa capo alla Chiesa di Gesù Shincheonji, setta religiosa di Daegu. I timori di contagio sono ora legati a casi specifici come un call center di Seul e alcune chiese protestanti della provincia di Gyeonggi. Sono 407 i guariti per totali 1.947.

Iran. L'imposizione di una rigida quarantena collettiva in Iran è necessaria "per interrompere la catena di elevata diffusione del coronavirus". È l'appello lanciato al presidente Hassan Rouhani in una lettera sottoscritta da cinque ex ministri della Salute e 17 eminenti specialisti e docenti universitari, alla luce anche dell'intenso traffico in questi giorni alla vigilia delle celebrazioni del Capodanno persiano, che iniziano domani. "Non dobbiamo giocare con la vita delle persone", si legge nell'appello, citato dall'Irna. Il coronavirus ha provocato a oggi 1.135 vittime confermate nel Paese, ma tanti continuano a svolgere le proprie attività in modo ordinario

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